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Mps di nuovo in utile per due miliardi: torna la cedola dopo 13 anni. Il plauso di Giani

MILANO – Il Monte dei Paschi registra di nuovo l’utile. E tredici anni di distanza dal suo ultimo dividendo, prima di essere risucchiato in un vortice di perdite miliardarie, torna a remunerare i suoi soci grazie a un bilancio, il migliore della sua storia, che mette la parola fine al suo lungo e travagliato percorso di risanamento.

Siena, sotto la guida dell’ad Luigi Lovaglio, archivia il 2023 con un utile di 2,05 miliardi, dopo che il 2022 si era chiuso in rosso per 178 milioni, a causa di oltre 900 milioni di oneri di ristrutturazione. Al risultato hanno contribuito, da un lato, il rilascio di 466 milioni di riserve per rischi legali – effetto delle assoluzioni degli ex vertici nei procedimenti penali in cui sono stati coinvolti – e dall’altro benefici fiscali per 339 milioni.

I conti “rappresentano un punto di svolta” e segnano l’inizio del “Rinascimento” della banca più antica del mondo, in grado di produrre una “redditività sostenibile” e “generare capitale in modo organico”, ha detto Lovaglio. La cedola proposta, che arriva con due anni di anticipo rispetto al piano, è di 0,25 euro per azione, pari a un monte dividendi di 315 milioni, superiore, al pari dei risultati, alle attese degli analisti. Il monte dividendi è destinato a raddoppiare l’anno prossimo, attestandosi sui 600 milioni, alla luce di una dividend policy che prevede di distribuire “in modo regolare” il 50% dell’utile ordinario ante imposte. Il ritorno alla cedola non impedisce a Siena di continuare ad accumulare capitale, con un Cet1 salito al 18,1%: “abbiamo varie opzioni per utilizzare questo capitale in eccesso – ha detto Lovaglio – ad esempio all’interno delle partnership che già abbiamo”.

Gli analisti guardano all’alleanza con Axa nella bancassicurazione, in scadenza nel 2027. Il riacquisto anticipato della quota dei francesi nelle jv da un lato sosterrebbe le commissioni, dall’altro renderebbe più fluida la ricerca di un partner, a maggior ragione se si trattasse di Bper, che ha in Unipol il suo socio forte, o del Banco, che ha in essere una partnership con il Credit Agricole. Ai risultati ha contribuito in primo luogo una redditività ordinaria che Lovaglio è convinto di poter replicare nel 2024 e nel 2025, resistendo al calo dei tassi e spingendo sulle commissioni.

I ricavi sono saliti del 21,7%, a 3,8 miliardi, spinti da un margine di interesse (+49,3%) che ha oscurato la flessione delle commissioni (-3,1%), mentre i costi sono scesi del 12,6%, consentendo al risultato operativo lordo di fare un balzo del 93%, a 1,95 miliardi. Ma il Monte può festeggiare anche per il venir meno di buona parte dei rischi legali, una zavorra che ne ha appesantito il bilancio e offuscato la reputazione.

Nel 2023 il petitum è sceso da 4,1 miliardi a 890 milioni, grazie alle 19 sentenze favorevoli ottenute dalla banca, di cui 12 relative al filone degli npl, e alle assoluzioni nei procedimenti penali. “E’ stato come scalare una montagna con uno zaino molto pesante” ma ora “possiamo accelerare il passo e vogliamo focalizzare la nostra attenzione sull’attività commerciale”. In questa direzione va il riassetto delle prime linee manageriali, con una serie di nomine volte a valorizzare le risorse interne, a partire da Maurizio Bai, promosso vice dg commerciale e vicario con responsabilità su retail, imprese e private.

Sulla riduzione della quota del Tesoro e su eventuali fusioni Lovaglio rimanda al Mef. Lo Stato, sceso dal 64 al 39% a novembre, dovrà alleggerire ulteriormente la sua presenza se vorrà trovare un partner per la banca, al quale Mps porterà in dote anche 2,6 miliardi di Dta. Se ne riparlerà tra un paio di settimane, quando scadrà il periodo di lockup che in questo momento vincola il Tesoro. La Borsa ha premiato i conti e le prospettive della banca facendo salire il titolo del 5,5% a 3,56 euro.

GIANI – Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, esprime la sua soddisfazione  per le notizie diffuse oggi sugli utili dell’Istituto senese nell’esercizio 2023.

“Non solo la Toscana – scrive Giani – ma tutto il sistema-paese ha bisogno di un Monte dei Paschi che torni ad essere protagonista della vita economica. In questo senso la notizia che la banca è tornata a distribuire dividendi, e in anticipo sui tempi previsti, rappresenta un segnale importante e conferma quanto fosse giusta la battaglia, anche nei momenti più difficili, per difendere l’autonomia del Monte e sostenerne la capacità di ripresa. Il mio plauso va oggi ai vertici di Mps, all’amministrazione delegato e direttore generale Luigi Lovaglio, al presidente Nicola Maione, al consiglio di amministrazione e a tutti i dipendenti della banca”.

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Ernesto Giusti


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