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Tempio Pausania: processo a Ciro Grillo in aula. In piazza corteo e striscione: “Sesso senza consenso è stupro”

TEMPIO PAUSANIA – Continua, dal 2019, il procedimento penale con l’accusa di violenza sessuale in cui sono imputati Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5S, Beppe, e i suoi tre amici genovesi. L’ennesima udienza, oggi 8 marzo 2024, si è aperta con l’amica norvegese della studentessa di 23 anni, ‘Silvia’ (nome di fantasia) che li accusa di averla violentata la notte fra il 16 e il 17 luglio di cinque anni fa nella villetta del Pevero in uso alla famiglia Grillo, durante una vacanza in Costa Smeralda.

Da allora, la giovane soffre di un disturbo post traumatica da stress, come ribadito nell’udienza di ieri dallo psichiatra esperto in disturbi del comportamento alimentare, Pablo Zuglian, che ha in cura ‘Silvia’ dal 2020. E il dibattimento fiume, iniziato il 26 novembre 2021, seppure a porte chiuse, unito alla crescente pressione mediatica certo non l’ha aiutata. Per 6 udienze ‘Silvia’ ha risposto a circa 1.400 domande, dopo le duemila che le erano state poste durante le indagini, scattate dopo la sua denuncia, presentata ai carabinieri di Milano al suo rientro dalla Sardegna. Tanto piu’ che il collegio della difesa non esclude di chiedere un confronto con gli imputati, i quali, peraltro, non sono finora comparsi in aula, dove nelle prossime udienze, probabilmente quest’estate, potrebbero decidere di sottoporsi all’esame delle parti oppure optare per dichiarazioni spontanee.

Intanto, un presidio contro la violenza sulle donne si è tenuto in tarda mattinata sulle scale del tribunale di Tempio Pausania. Per pochi minuti i manifestanti hanno interrotto il traffico in via Limbara, attraversando sulle strisce pedonali. Per parte della mattinata, a conclusione di un corteo per l’8 marzo partito da piazza Gallura, davanti al municipio, e poi arrivato davanti al parco delle Rimembranze, sono rimasti appesi davanti al tribunale due striscioni: “Il sesso senza consenso e’ stupro” e “La vittimizzazione secondaria è violenza”. Un richiamo a quanto accade nelle aule di tribunale quando una donna denuncia un rapporto sessuale non consensuale. Concetti ribaditi dai manifestanti e sottolineati dal rumore assordante dei fischietti, durante l’intera manifestazione, conclusa al ritmo di musica, dopo le 13, e sotto la pioggia.

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