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Donna morta dal cavalcavia: arrestato il compagno con l’accusa di omicidio

Il cavalcavia dell’A4 da dove è precipitata la donna. Nel riquadro Giada Zanola, 34 anni, e il compagno, Andrea Favero, 39 anni, acusato di omicidio

PADOVA – Non è stato un suicidio, quello Giada Zanola, 34 anni, originaria di Brescia, precipitata da un cavalcavia dell’Autostrada A4. La morte sarebbe stata provocata dal compagno, Andrea Favero, 39 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Favera lavora come camionista. Giada, invece, stava per iniziare un lavoro in un impianto di distribuzione di carburanti.

Fondamentali, per la scoperta dell’omicidio, sono state le contraddizioni, anche nella ricostruzione degli orari, nelle quali il 39enne è caduto già durante l’interrogatorio davanti agli agenti, negli uffici della Polizia stradale di Padova. E anche le immagini delle telecamere puntate sul tratto della A4, in direzione Milano, e dello stesso sovrappasso autostradale di Vigonza.

La svolta, in quello che sembrava un suicidio, è giunta nella notte fra mercoledì 29 e giovedì 30 maggio 2024, al termine delle indagini degli agenti della Polstrada di Padova e di Venezia e dalla Squadra mobile della Questura di Padova. L’uomo, 39 anni, che ha fatto alcune ammissioni al pm, è stato fermato per omicidio volontario.

La coppia, che ha un bambino di 3 anni, era da tempo in crisi. L’omicidio, secondo la ricostruzione della polizia, è avvenuto al culmine di una lite che i due hanno avuto, mentre si trovavano sul ponte sopra l’autostrada, a Vigonza, poco distante dalla loro abitazione. Qui il compagno l’ha fatta precipitare. Alcune automobili sono riuscite ad evitare il corpo, poi la donna è stata travolta mortalmente da un camion.

Resta da appurare – lo farà l’autopsia – se la 34enne sia stata stordita o abbia perso i sensi venendo malmenata prima di essere gettata oltre la recinzione del ponte autostradale.
Quando i poliziotti sono andati a cercare l’uomo nell’abitazione della coppia, infatti, hanno notato che aveva lividi e escoriazioni sui polsi, forse i segni di difesa di Giada in precedenti episodi. Secondo gli investigatori, Favero avrebbe alzato le mani altre volte sulla compagna, ma questa non aveva mai sporto denuncia. 

Una versione, questa, smentita, tuttavia, dal fratello della vittima, Daniel Zanola.  “Qualche litigio, come in tutte le coppie, ma Giada non ci aveva mai detto che lui fosse stato violento o che la situazione fosse grave”. La famiglia della vittima abita a Brescia e il fratello parlando del compagno della sorella ora in arresto dice: “Anche con noi Andrea era sempre tranquillo e gentile. Non sappiamo cosa sia successo, devo andare a parlare con la Polizia per capire”. 

Ricostruendo le ore precedenti al fatto, gli agenti di Polstrada e Squadra mobile, assieme alla polizia scientifica, hanno riscontrato elementi che facevano ricondurre la tragedia ad una ipotesi di omicidio. Il pm si è quindi recato negli uffici di Polizia, dove ha interrogato il 39enne, e al termine ha disposto il fermo di indiziato di omicidio volontario, provvedimento eseguito dai poliziotti. L’uomo è stato condotto in carcere. 
   

accusa di omicidio, Andrea favero, Giada Zanola

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