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Maggio Musicale: Elisir d’amore nella magica notte della Cavea

L’elisir d’amore in scena nella Cavea del Teatro del Maggio

FIRENZE – Ha debuttato con buon successo L’elisir d’amore di Donizetti, unico titolo operistico in programma nella breve stagione estiva all’aperto, sul tetto (la “Cavea”) del Teatro del Maggio. Il pubblico non ha risparmiato gli applausi, anche a scena aperta, al gradevole spettacolo. Poche opere mettono di buon umore come questo raffinatissimo congegno teatral-musicale, che regge a tutti gli strapazzi e anche alle incognite delle rappresentazioni en plein air, dove il rischio di piccoli incidenti si moltiplica: basta che il vento si alzi un po’ più forte per portarsi via le voci e rendere difficoltosa un’entrata in scena. Alle prime battute dei protagonisti qualche timore aveva fatto capolino, ma poi il vento si è abbassato (pur restando costante la tipica brezza che in cavea di leva tutte le sere alle 21 in punto, orario d’inizio degli spettacoli estivi) e tutto è filato liscio. Nel cast brilla la voce forte, estesa e ben timbrata del giovane Hae Kang (già apprezzabile Figaro nel Barbiere di Siviglia dello scorso anno in Cavea), un Belcore baldanzoso e spaccone al punto giusto, che rimane sempre simpatico, accompagnato da due buffissimi subalterni (mimi-ballerini). Roberto De Candia è un cantante e attore consumato, che con ottima dizione snocciola la fantasmagorica cavatina d’ingresso del dottor Dulcamara, il ciarlatano che spaccia per tre lire il miracoloso elisir buono a curare tutti i mali e che l’ingenuo Nemorino si figura essere l’elisir d’amore della regina Isotta. A interpretare il protagonista maschile è stato chiamato Antonio Mandrillo, debuttante nel ruolo e forse ancora un po’ acerbo per affrontarlo senza incertezze, ma la direzione molto pulita e intelligente di Alessandro Bonato gli viene in aiuto; nel complesso la personalità non gli manca (è stato un eccellente Wilhelm in Der Junge Lord di Henze, durante il Festival), come non manca a Lavinia Bini, un’Adina evidentemente esperta del ruolo, dalla voce talvolta un po’ aspra sugli acuti, ma nel complesso molto piacevole.

Il regista Roberto Catalano traspone tutto nella contemporaneità di un giardinetto pubblico di periferia, facendo di Adina, “ricca e capricciosa fittaiuola” nel geniale libretto di Felice Romani, una manager in carriera talvolta un po’ troppo stizzosa, Nemorino è l’operaio addetto alla manutenzione del parco, mentre il contorno di villani e villanelle diventa uno stuolo d’impiegati e segretarie. Il Coro del Maggio si adatta anche all’inedita situazione e canta e recita benissimo. Uno spettacolo gradevole, da cui il pubblico esce soddisfatto, ridendo ancora degli sproloqui comicamente ampollosi del dottor Dulcamara.

Repliche stasera, mercoledì 9, venerdì 11 e lunedì 14 luglio 2025, ore 21; biglietti in vendita anche direttamente sul sito del Maggio

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