Migranti: documenti falsi per ottenere asilo. Tre indagati. L’accusa: truffa ai danni dello Stato

FIRENZE – La Procura della Repubblica ha notificato la chiusura elle indagini a tre imputati accusati di aver attuato un sistema per fabbricare buste paga e contratti di lavoro falsi, da allegare ai ricorsi presentati contro il rigetto delle domande di protezione internazionale.
La Procura ha notificato la conclusione delle indagini preliminari a tre persone indagate, cittadini stranieri, per il reato di cui all’articolo 5, comma 8, del Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. 286/1998). L’attività investigativa, avviata nel giugno 2024 e conclusa nel marzo 2025, è stata condotta dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Firenze, con il supporto dei carabinieri, in particolare delle stazioni di Altopascio e Marina di Pisa – e sotto il coordinamento della Procura fiorentina.
Secondo quanto emerso, come spiega un comunicato del procuratore capo di Firenze, Filippo Spiezia, i tre cittadini stranieri avrebbero presentato documentazione di lavoro contraffatta – principalmente buste paga e comunicazioni di assunzione – per rafforzare i ricorsi presentati al Tribunale di Firenze contro i provvedimenti di rigetto emessi dalle Commissioni Territoriali di Lucca e Livorno.
I presunti simulati rapporti di lavoro riguardavano sia aziende, che datori di lavoro domestici, entrambi all’oscuro di tutta la vicenda; in uno dei casi più eclatanti, la persona indicata come datore di lavoro era un clochard.
Le indagini erano state avviate in seguito a una segnalazione della IV Sezione Civile del Tribunale di Firenze, specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale. Proprio l’anomalia e la ripetitività della documentazione presentata dai ricorrenti ha insospettito i giudici, facendo scattare le verifiche.
I tre indagati rischiano il processo per aver tentato di aggirare la normativa sull’immigrazione attraverso falsi rapporti di lavoro, danneggiando l’integrità del sistema giudiziario e amministrativo dedicato alla protezione internazionale.
