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Inchiesta Milano: assessore Tancredi si dimette. Sindaco Sala resta: “Ho le mani pulite”

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala in tribunale
(Foto d’archivio)

MILANO – L’ex assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Milano, Giancarlo Tancredi, ha annunciato oggi le sue dimissioni durante la seduta del Consiglio comunale, dopo la notizia delle indagini a suo carico nell’ambito delle inchieste sull’urbanistica meneghina. Tra i papabili per prendere il suo posto c’è Elena Granata, docente al Politecnico, specializzata in analisi della città e del territorio. Un altro potrebbe essere quello di Gabriele Pasqui, urbanista e anche lui docente del Politecnico. Una questione che, a quanto si apprende, si punta a risolvere in tempi e brevi: tra domani e mercoledì il nome potrebbe essere già sul tavolo della giunta.

Giuseppe Sala ha parlato 28 minuti nel Consiglio comunale di Milano: “Le mie mani sono pulite”, ha assicurato e, nonostante abbia “pensato seriamente a non andare avanti”, a causa di una inchiesta che è “fonte di grandissima sofferenza”, ora “sono più che mai motivato a fare il mio dovere e a proseguire nell’incarico che i milanesi mi hanno democraticamente affidato”.

“E’ dal gennaio del 2009 che ho dato professionalmente e umanamente tutto quello che ho a Milano”, ha ricordato spiegando che intende proseguire non per “soddisfazione personale o per mia ambizione”, ma per fare il suo “dovere fino in fondo” come gli diceva suo padre. Ma prima di questo annuncio, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe. Ha premesso di non voler “dare giudizi sull’operato della magistratura” ma poi, ricordando di aver saputo dell’indagine su di lui dai media, si è rivolto a tutti i “colleghi politici” con una domanda: “Sta bene a chi governa o ambisce a governare una città o un Paese che indagini riservate diventino pubbliche? Ricordo a chi approfitta, politicamente, di situazioni come quella che la mia amministrazione sta vivendo: oggi a me, domani a te”.

E ha avvisato l’opposizione che con “comportamenti sguaiati” non ha alcuna speranza di destabilizzarlo. “Nella mia vita ho affrontato problemi cento volte più gravi, cose del genere non producono nessun effetto su di me” ha aggiunto con conseguente scambio di battute con il consigliere di FdI Enrico Marcora che ha pubblicato una sua foto in completo da carcerato di cui Sala ha detto di aver parlato con la premier Giorgia Meloni e con Ignazio La Russa.

“Giustizia e politica devono occuparsi di ambiti diversi e la nostra risposta a quello che sta succedendo – ha esortato – deve essere politica, nel segno della più alta tradizione di Milano”. Sala ha citato non solo il padre, ma anche l’urbanista Carlo Ratti e Legambiente Lombardia (che con un lapsus, subito corretto, ha chiamato Lega lombarda) per spiegare che “Milano è rinata e non deve chiedere scusa”, che i grattacieli non sono il male e che la città si sta trasformando in una metropoli. Un processo che avviene a prescindere dall’amministrazione comunale che è chiamata a “gestire, correggere e migliorare”.

Quindi con la maggioranza che lo sostiene “con responsabilità e cuore”, ha aggiunto citando lo storico sindaco Antonio Greppi, ora “abbiamo il dovere di mantenere gli impegni presi”, che vanno dal piano casa straordinario, alla cura dei servizi, allo stadio su cui a settembre il Consiglio dovrà esprimersi “per rispettare i tempi che il progetto richiede”.

“Tutto ciò che ho fatto nell’arco delle due sindacature in cui mi è stato dato l’onore e l’onere di essere sindaco di Milano si è sempre ed esclusivamente basato su ciò che ritengo essere l’interesse delle cittadine e dei cittadini. In tutto ciò che ho compiuto nel mio mestiere di sindaco, non esiste una singola azione che possa essere attribuita a mio personale vantaggio”. “Oggi – ha concluso – sono più che mai motivato a fare il mio dovere. Se la maggioranza c’è io ci sono. Con passione”.

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