Ergastolo per i femminicidi: via libera del Senato al disegno di legge. Sì da tutti i partiti

E’ arrivato, all’unanimità, al Senato, il primo via libera al ddl Femmincidio, che introduce un reato autonomo nel codice penale sanzionato con l’ergastolo. Il Senato approva, con il consenso di tutte le forze politiche, il testo che contiene anche “altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime” e che ora è atteso all’esame della Camera.
“Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo”, recita il testo, dove si prevede inoltre che, in presenza di un’attenuante che prevale sulle aggravanti, “la pena non può essere inferiore ad anni ventiquattro”.
Infine, in presenza di più circostanze attenuanti, comunque “la pena non può essere inferiore ad anni quindici”. Viene poi eliminato il tetto di 45 giorni per le intercettazioni nei casi di gravi reati di violenza contro le donne. Previsti anche aumenti di pena e aggravanti per i reati di maltrattamenti personali, stalking, violenza sessuale e revenge porn.
“L’Italia è tra le prime Nazioni a percorrere questa strada, che siamo convinti possa contribuire a combattere una piaga intollerabile”: così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accoglie “con particolare soddisfazione l’approvazione all’unanimità” e ringrazia “tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per aver sostenuto compattamente questa proposta e per aver contribuito a migliorarla.
Ora il testo passa alla Camera e mi auguro che l’iter possa concludersi rapidamente”. Sul fronte opposto, la segretaria del Pd Elly Schlein sottolinea che “Il confronto vero in Parlamento sull’introduzione del reato di femminicidio ha portato a dei risultati che hanno permesso l’approvazione all’unanimità della legge. Abbiamo dato un contributo nel merito, migliorando il testo che era arrivato in commissione al Senato a partire dalla definizione del reato, passando per la tutela degli orfani di femminicidio, alla formazione dei magistrati ed eliminando il limite dei 45 giorni per le intercettazioni.
Una legge contro la violenza di genere, su cui opposizione e maggioranza hanno trovato un terreno comune. Ora però bisogna rilanciare ed andare avanti, perché l’introduzione del reato purtroppo non sarà sufficiente ad affrontare il fenomeno. Come diciamo sempre è indispensabile lavorare sulla prevenzione, a partire dall’educazione all’affettività e alle differenze da rendere obbligatoria nelle scuole, così come servono le risorse per la formazione specifica degli operatori delle forze dell’ordine, delle autorità giudiziarie e delle pubbliche amministrazioni”.
Di “un risultato di grande valore che dimostra come su temi fondamentali le Istituzioni sappiano esprimersi con unità e responsabilità, andando oltre l’appartenenza politica” parla il presidente del Senato Ignazio La Russa, che evidenzia il “segnale molto forte contro una piaga che colpisce profondamente la nostra società. A tutte le senatrici e a tutti i senatori giunga il mio ringraziamento”.
