Prato: ex sindaca Bugetti ed ex vicesindaco Faggi dovranno pagarsi l’avvocato. Comune nega il patrocinio legale

PRATO – Il Comune di Prato, in uno degli ultimi atti prima della decadenza di sindaca, Ilaria Bugetti, ha negato il patrocinio legale che era stato chiesto prima dall’ex vicesindaco Simone Faggi e poi dalla stessa Bugetti. Lo rivela “Il Tirreno”.
Significa che Ilaria Bugetti e Simone Faggi dovranno pagarsi l’avvocato nel procedimento che li vede indagati, rispettivamente, per corruzione e false informazioni al pubblico ministero nell’inchiesta della Dda di Firenze che ipotizza illeciti favori della sindaca all’imprenditore Riccardo Matteini Bresci.
Si tratta di due determinazioni dirigenziali dell’Ufficio avvocatura del Comune di Prato, adottate lo stesso giorno, il 9 luglio 2025, alla vigilia dell’arrivo del commissario prefettizio Claudio Sammartino, nelle quali il Comune prende atto delle richieste presentate da sindaca e vice sindaco e risponde picche, appellandosi al regolamento sulla concessione del patrocinio, approvato nell’aprile 2023, e giustificando la decisione con un conflitto di interessi.
In altre parole, essendo l’ex sindaca Bugetti accusata di corruzione per atti contrari ai suoi doveri d’ufficio, non potrebbe essere difesa a spese dello stesso ente che, in caso di condanna, sarebbe il danneggiato. Un ragionamento che non sembra fare una grinza, anche se nella stessa determinazione dirigenziale si chiarisce che, in caso di esito positivo per l’indagata (cioè di sentenza di assoluzione o di archiviazione del procedimento) la decisione sul patrocinio legale potrà essere rivista.
Stesso discorso per l’ex vice sindaco Simone Faggi, anche se il suo caso sembra un po’ diverso. Faggi è indagato per false informazioni al pubblico ministero, una decisione presa dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Firenze all’esito dell’interrogatorio cui Faggi si è sottoposto a metà giugno come persona informata sui fatti.
Secondo i magistrati, l’allora vicesindaco non avrebbe detto tutto quello che sapeva, forse per coprire le responsabilità della sindaca. Lui ribatte di non aver detto bugie e di aver raccontato tutto quello di cui si ricordava. In ogni caso si tratta di un’accusa che non è paragonabile a quella che pende sulla testa dell’ex sindaca, per la quale la Dda aveva chiesto addirittura l’arresto, poi non concesso dal gip in quanto Bugetti si era già dimessa dalla sua carica.
