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Dazi: Trump li ufficializza al 15%. Borse europee a picco. Milano cede il 2,5%

Piazza Affari

FRANCOFORTE (GERMANIA) – Borse europee a picco dopo i dazi di Trump. L’ufficialità del 15% imposto dagli Stati Uniti sui beni importati dall’Unione Europea, in vigore a partire dal 7 agosto 2025, fa sprofondare le principali Borse del Vecchio Continente, che riflettono i timori per le ripercussioni della decisione sui rapporti commerciali transatlantici.

Nonostante le parole del commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic, per cui i dazi al 15% “riflettono i primi risultati dell’accordo Ue-Usa”, con gli esportatori dell’Ue “che beneficiano ora di una posizione più competitiva”, Milano sprofonda e cede il 2,55%, Francoforte chiude lasciando sul terreno il 2,61%, netto calo anche per Madrid (-1,92%).

La peggiore perfomance di seduta è però quella di Parigi, che segna a fine scambi -2,91%. In deciso calo anche Amsterdam (-1,91%), mentre Londra – che ha siglato nelle scorse settimane un accordo del 10% sulle tariffe con gli Stati Uniti – fa meglio lasciando sul terreno ‘solo’ lo 0,7%. Limita i danni invece Zurigo (-0,91%) nonostante la decisione statunitense di imporre sulla Svizzera dazi al 39%. E mentre i listini sprofondano, devono ancora diradarsi alcune nubi in merito all’applicazione delle misure.

L’ordine esecutivo firmato da Donald Trump, al momento, non riguarda infatti il settore automobilistico: non viene dunque attuato l’impegno a ridurre le tariffe statunitensi – attualmente fissate al 27,5% – su veicoli e componenti a un tasso massimo del 15%. Un tema decisamente rilevante per un settore, come quello dell’automotive, decisivo per l’economia europea, in particolare per Paesi come Italia e Germania.

Mentre su un tema decisamente sensibile per l’export del nostro Paese, quello del vino, dopo la conferma delle tariffe al 15% si alza la voce dell’Uiv-Unione Italiana Vini, che chiede al governo e alla Commissione Ue “di continuare a negoziare per inserire i nostri prodotti nella lista dei prodotti a tariffa zero”, al fine di evitare un impatto complessivo stimato di 317 milioni di euro nei prossimi dodici mesi. “Il lavoro continua”, ha del resto sottolineato Sefcovic in merito alle negoziazioni con la controparte statunitense, e l’auspicio delle categorie economiche, così come dei mercati, è quello che da qui ai prossimi giorni l’Unione Europea riesca a limare ancora qualcosa. 

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