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Ucraina, Cremlino a Trump: “Su nucleare serve cautela”. E l’ambasciatore russo a Roma attacca l’Italia: “Inaffidabile”

Parata a Mosca (Foto ministero difesa russo)

MOSCA – Lo schieramento dei sottomarini nucleari vicino alla Russia, irrita Mosca. Sul nucleare “tutti dovrebbero essere molto cauti”. Il Cremlino ha replicato alla decisione di Donald Trump in risposta alle dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitrij Medvedev. Mosca “è molto attenta alla questione della non proliferazione nucleare e crediamo che tutti dovrebbero essere molto cauti con le dichiarazioni”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, invitando a concentrarsi su quanto dichiara Vladimir Putin.

Intanto dall’ambasciata russa in Italia arrivano critiche nei confronti del nostro Paese, per voce dell’ambasciatore Alexey Paramonov. “Sentiamo costantemente dichiarazioni rassicuranti dalle autorità secondo cui l’Italia non è in guerra con la Russia” ha spiegato, ma “con tutta questa presunta moderazione della posizione italiana sullo sfondo di alcuni altri paesi, ad esempio i membri della cosiddetta coalizione dei volenterosi, in realtà non ci si debba fidare molto, perché molto spesso nel corso degli anni i paesi dell’Occidente, inclusa l’Italia, hanno cercato di presentare la loro posizione e le loro azioni nel miglior modo possibile e in una luce più amichevole di quanto non siano in realtà”.

“Nel nostro Paese, la politica estera è formulata dal capo di Stato”, ha sottolineato Peskov, rispondendo a una domanda su un eventuale invito a Medvedev a moderare i toni. “In ogni Paese, i membri della leadership hanno punti di vista diversi sugli eventi in corso. Ci sono persone molto, molto dure anche negli Stati Uniti e nei Paesi europei, quindi è sempre così”, ha aggiunto. La tensione resta dunque alta: Trump ha ribadito la minaccia di imporre “sanzioni molto severe” alla Russia se non verrà raggiunto a breve un accordo per una tregua.

Mosca, da parte sua, ha dichiarato di non considerarsi più vincolata dalle auto-limitazioni sul dispiegamento di missili a raggio intermedio e corto, “poiché i nostri ripetuti avvertimenti in merito sono stati ignorati e la situazione si sta evolvendo verso un effettivo dispiegamento di missili terrestri americani a raggio intermedio e corto in Europa e nella regione Asia-Pacifico”. Nonostante tutto, il lavoro diplomatico prosegue. In settimana è atteso in Russia l’inviato speciale americano Steve Witkoff, per portare avanti i colloqui. Il leader statunitense ha indicato mercoledì o giovedì come possibili date per l’incontro, mentre il Cremlino non ha escluso una riunione tra l’inviato e Putin.

“Siamo sempre lieti di vedere Witkoff a Mosca e di avere contatti con lui. Li consideriamo importanti, significativi e molto utili”, ha dichiarato Peskov. “Il dialogo continua. Gli Stati Uniti proseguono i loro sforzi di mediazione nella ricerca di una soluzione alla crisi ucraina. Questi sforzi sono molto importanti, anche nel contesto dell’attuale processo di negoziati diretti tra Russia e Ucraina”. I vertici di Kiev, tuttavia, non sembrano ottimisti sugli esiti della nuova missione di Witkoff: secondo il Guardian, non si attendono progressi concreti, anche se sperano che il cambiamento di retorica di Trump e la sua posizione più dura verso Mosca possano portare a un vero mutamento nel sostegno di Washington all’Ucraina. Anche rispetto all’annuncio secondo cui Putin sarebbe pronto a un faccia a faccia con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “dopo che sarà stato svolto il lavoro necessario a livello di esperti e colmata la distanza”, come ha spiegato Peskov, Kiev resta scettica.

“Sembra l’ennesimo tentativo di prendere tempo”, ha dichiarato Andriy Yermak, capo dell’ufficio presidenziale ucraino. “La posizione dell’Ucraina è chiara: siamo pronti a un incontro tra leader”, ha aggiunto. “Se il problema è solo una questione di preparazione, non dipende da noi: siamo pronti da subito. Ma continuare a parlare di ‘non escludere’ un incontro senza fissare una data è inaccettabile”. In visita alle truppe nella regione di Kharkiv, Zelensky ha riferito che “i nostri combattenti segnalano la partecipazione di mercenari provenienti da Cina, Tagikistan, Uzbekistan, Pakistan e Paesi africani alla guerra”.

Nel frattempo, gli attacchi russi continuano: il bilancio odierno è di sette morti, tra cui una bambina di quattro mesi. L’Oblast di Zaporizhzhia ha registrato il numero più alto di vittime dell’ultima ondata, con tre morti confermate. Due persone hanno perso la vita nella regione di Kherson e altre due nell’Oblast di Donetsk. Il capo dell’amministrazione di Khmelnytskyi ha riferito che l’esercito russo ha attaccato la regione con missili ipersonici di tipo ‘Kinzhal’. Fortunatamente, non ci sono state vittime.

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