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Ponte sullo Stretto: Meloni esulta. Salvini commosso. Tajani lo dedica a Berlusconi. Opposizioni all’attacco

Il plastico del Ponte sullo Stretto di Messina

ROMA – Via libera.  Il giorno tanto atteso da Matteo Salvini è arrivato: il Ponte sullo Stretto di Messina non è più solo un progetto sulla carta: con il via libera definitivo del Cipess, la realizzazione dell’opera prende ufficialmente il via con un maxi intervento da 13,5 miliardi di euro che punta a collegare Sicilia e Calabria entro il 2032 e a conquistare il primato come ponte a campata unica più lungo del mondo.

Il leader della Lega e ministro delle Infrastrutture non nasconde la propria trepidazione: “Questo non è un punto d’arrivo, ma di partenza, che arriva dopo due anni e mezzo di lavoro costante”, afferma in conferenza stampa a Palazzo Chigi, subito dopo la tanto attesa approvazione. “E’ un’emozione”, assicura.Toni entusiasti anche dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che parla di “opera strategica per lo sviluppo di tutta la Nazione” e di “investimento sul presente e sul futuro dell’Italia”, e sottolinea come questa rappresenti “una tappa fondamentale nell’azione di questo Governo”.

Un impegno non scontato. “Non è un’opera facile”, ammette lei stessa, che rilancia: “Ci piacciono le sfide difficili quando sono sensate”. Il Ponte, che misurerà 72 metri in altezza e 3.666 in lunghezza, lascerà in eredità “un’Italia più connessa, più competitiva, più coesa”, assicura la premier, che ringrazia il ministro Salvini “per il coraggio e la determinazione”.

Al plauso si unisce anche il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, che ricorda come il progetto affondi le radici nel passato: “Era il sogno di Silvio Berlusconi”, sottolinea il ministro che ribadisce che si tratta di “un impegno” che Forza Italia e i suoi rappresentanti al Governo “avevano preso con i cittadini, non solo quelli del Mezzogiorno ma con tutti gli italiani”. Una “giornata storica” che Forza Italia “dedica al Presidente Berlusconi, alla sua lungimiranza, alla sua straordinaria visione, alla sua voglia di rendere sempre più grande l’Italia”.

L’entusiasmo della maggioranza si scontra con lo scetticismo dell’opposizione. Per la senatrice del M5S Barbara Floridia, il semaforo verde del Cipess segna l’inizio di un disastro annunciato: il governo Meloni “ha dato il via alla più grande operazione di spreco e prevaricazione mai vista negli ultimi decenni”. E avverte: “L’unica cosa certa sono i danni”. Per Nicola Fratoianni di Avs si tratta di una “scelta folle”: una “mega opera” che rischia di trasformarsi “in un gigantesco buco nero”.

Sulla stessa linea il Partito Democratico. Anthony Barbagallo, capogruppo dem in Commissione Trasporti alla Camera, definisce il progetto “un colossale spreco di risorse pubbliche, un monumento all’inutilità e alla propaganda di Salvini”.

Un’opera, accusa, “vecchia, contestata, irrealizzabile nei tempi e nei modi raccontati, che cancella con un colpo di spugna le vere priorità del Sud: trasporti locali, ferrovie moderne, scuole sicure, sanità accessibile e infrastrutture sostenibili”. E promette battaglia: “Il Partito Democratico continuerà a opporsi in tutte le sedi a questa scelta scellerata”.

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