Migranti: almeno 26 morti nel naufragio dei barconi a Lampedusa. Meloni: “Sono sgomenta, cinismo inumano dei trafficanti”

LAMPEDUSA – E’ una nuova strage di migranti: almeno 26 i morti del naufragio a largo di Lampedusa che ha coinvolto due barconi. Le operazioni di recupero sono ancora in corso. I cadaveri, già imbarcati su alcune motovedette, dovrebbero giungere in porto fra alcune ore. Fra i primi 8 cadaveri giunti a Lampedusa, e già portati alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, ci sono una neonata, 2 uomini adulti, 2 donne e 3 adolescenti (due maschi e una femmina).
I profughi, partiti dalla Libia, sarebbero di nazionalità pakistana, sudanese e somala. Stando ai racconti dei superstiti, i dispersi dovrebbero essere complessivamente fra 30 e 40. Circa 60 i sopravvissuti ospitati nell’hotspot.
“Fino a oggi sono stati 675” tra morti e dispersi “dall’inizio dell’anno nel Mediterraneo centrale” ha ricordato il portavoce.
Le due imbarcazioni cariche di migranti, secondo quanto hanno raccontato i superstiti, sarebbero partite ieri sera, 13 agosto 2025, da Tripoli, in Libia. Una delle due, nel viaggio verso la Sicilia, avrebbe iniziato ad imbarcare acqua e successivamente si sarebbe ribaltata. Alcuni dei migranti sarebbero riusciti a spostarsi sull’altra imbarcazione ma molti sarebbero caduti in acqua. Anche la seconda imbarcazione, però, essendo stracarica si sarebbe ribaltata.
Verso mezzogiorno oggi il barcone semiaffondato è stato avvistato da un elicottero della Guardia di Finanza a circa 14 miglia a Sud di Lampedusa: subito è scattato l’allarme e da Lampedusa sono partite le motovedette della Guardia Costiera, della Finanza e di Frontex. Sui due barconi, sempre secondo i racconti dei sopravvissuti, ci sarebbero stati tra i 90 e i cento migranti.
I 61 naufraghi superstiti sbarcati a Lampedusa, e già trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola, stanno iniziando a riferire quanto è accaduto. I dispersi – le ricerche sono in corso – potrebbero essere tra 20 e 40. Medici, psicologi e operatori di Euaa (Agenzia dell’Unione europea per l’asilo), con l’aiuto dei mediatori culturali, stanno sottoponendo a controlli i superstiti. Non sembrano esserci emergenze sanitarie e non ci sono minori non accompagnati tra le persone sopravvissute.
MELONI – “Quando si consuma una tragedia come quella di oggi, con la morte di decine di persone nelle acque del Mediterraneo, sorge in tutti noi un forte sentimento di sgomento e compassione. E ci troviamo a misurare l’inumano cinismo con cui i trafficanti di esseri umani organizzano questi loschi viaggi. Insieme al profondo cordoglio per le vittime, alla pietà per quanti hanno perso la vita, rinnoviamo pertanto l’impegno a contrastare questi trafficanti senza scrupoli nell’unico modo possibile: prevenire le partenze irregolari, gestire i flussi migratori”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Che la tragedia di oggi sia avvenuta nonostante un dispositivo internazionale pronto e operativo ci avverte, infatti, che il doveroso intervento di soccorso non è una misura sufficiente e, soprattutto, non risolve le cause del drammatico problema”.
