Firenze, piscina Costoli: tuffo negato a un disabile

FIRENZE – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, attraverso il presidente professore Romano Pesavento, denuncia con fermezza l’episodio accaduto venerdì 22 agosto 2025, alla piscina Costoli di Firenze, dove un giovane con disabilità, Matteo Marconcini, è stato impedito di fare il bagno nonostante fosse accompagnato da un educatore. Non si tratta di un semplice errore operativo: è il segnale di una società che ancora confonde prudenza con esclusione e regole con pregiudizi. Quando il diritto allo svago viene negato, anche indirettamente, si nega dignità, libertà di movimento e piena partecipazione alla vita sociale. Ogni esclusione, per quanto motivata da “sicurezza”, lascia un segno profondo e invia un messaggio chiaro: alcune persone non meritano gli stessi spazi di socialità e piacere degli altri. Questo è inaccettabile.
Il CNDDU richiama tutti a riflettere su cosa significhi davvero inclusione: non basta rispettare le regole scritte, occorre costruire una cultura di conoscenza, sensibilità e attenzione concreta ai bisogni delle persone. Non è sufficiente “non discriminare”: è necessario attivamente abbattere le barriere invisibili che continuano a separare cittadini e cittadine in base a condizioni fisiche o sociali. Ogni operatore pubblico, ogni educatore, ogni struttura deve diventare protagonista di un cambiamento culturale che metta al centro la persona e il diritto a vivere pienamente la comunità.
Il CNDDU invita istituzioni, operatori e cittadini a trasformare questa vicenda in occasione di cambiamento. È urgente costruire una cultura della responsabilità condivisa, dove la sicurezza non diventi pretesto per escludere e ogni spazio pubblico sia realmente accessibile a tutti. La vera sicurezza è il rispetto; la vera civiltà è l’inclusione. Solo così potremo assicurare che episodi come quello di oggi diventino il ricordo di una società che stava ancora imparando a riconoscere e valorizzare i diritti di tutti.
