Firenze, cubo nero: Renzi attacca Nardella. “Doveva vigilare”. E su Pessina: “Ha impedito di rifare il Franchi”

FIRENZE – Sul “cubo nero”, l’ex sindaco Nardella punta il dito sull’ex soprintendente Pessina, però Matteo Renzi critica proprio lui, Nardella. Il leader di Italia Viva, in un’intervista a La Stampa, non risparmia critiche al suo successore nella carica di sindaco di Firenze, ora parlamentare europeo del Pd.
“Nardella – afferma Renzi – non può dichiararsi sorpreso dal risultato della ristrutturazione, avrebbe dovuto controllare i lavori e non distrarsi su un intervento così importante. Non è un problema solo di gusto estetico e di colori e di forme. Renzi critica il fatto che “l’amministrazione comunale ha demandato a un singolo, il soprintendente di allora, la decisione su tutto, privatizzando le scelte”.
“Il mio successore a Palazzo Vecchio – attacca il senatore fiorentino – si è accordato con il soprintendente in particolare sul progetto dello stadio Franchi, lasciando colpevolmente i cittadini inermi, alle prese con vincoli, divieti, lacci e lacciuoli, quando vogliono cambiare il colore del loro terrazzo e rischiano il penale”.
Renzi difende invece l’operazione urbanistica immobiliare sull’ex Teatro Comunale: “L’alienazione era sacrosanta, Firenze non poteva permettersi due grandi teatri” e non poteva “esserci altra destinazione che non fosse quella residenziale. Ma senza cubature in più, perché il piano strutturale non lo consentiva”, dice ancora, rivendicando di aver varato lui da sindaco, un piano operativo “a volumi zero”.
In un’altra intervista, a La Nazione, Renzi punta l’indice soprattutto contro Andrea Pessina, soprintendente pro tempore nelle fasi di approvazione del progetto in corso Italia: “Il fatto è che evidentemente non avevo torto quando chiedevo di abolire le Soprintendenze. Questi fanno come vogliono e non rispondono a nessuno”.
Pessina “è quello che ha impedito di rifare lo stadio Franchi, tutti quelli che hanno fatto diventare monumento nazionale persino la curva Ferrovia dovrebbero vergognarsi. Ai cittadini non consentono un pannello fotovoltaico, fanno storie per il colore di una persiana, mettono il becco sul giardino e poi si permettono di dare il via libera a progetti così? E Pessina che ha impedito lo sviluppo della città oggi dice di non ricordare il progetto dell’ex Teatro? Uno scandalo, una vergogna”. Però, sottolinea, “c’è una responsabilità più grande della politica che forse bisognerebbe iniziare ad ammettere”.

Giancarlo
Eh si, caro Nardella, anche lei ha la memoria corta: quando c’era lui, caro lei…