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Sindaco di Udine non vuole Italia-Israele. Ma il Viminale è deciso: “Si giochi”

Il ministro degli Interni Matteo Piantedosi

UDINE – La sfida calcistica tra Italia e Israele, rischia di montare una nuova polemica. Di nuovo come un anno fa, quando il sindaco di centrosinistra del capoluogo friulano, Alberto Felice De Toni, si era rifiutato di concedere il patrocinio all’incontro vista la situazione terribile di Gaza. Ora De Toni reputa inopportuna che si disputi il match, previsto il 14 ottobre, valevole per la qualificazione ai mondiale.

“Problemi di ordine pubblico”, dice. Ma dal Viminale fanno sapere che l’incontro si potrà regolarmente disputare, “per quanto di competenza del ministero”. E dice la sua anche il ct della Nazionale Rino Gattuso: “Israele è nel nostro girone, ci dobbiamo giocare, purtroppo c’è una guerra in atto e questo fa male”.

Mentre per il vicepremier Matteo Salvini “Italia e Israele devono giocare la qualificazione ai mondiali. Lo sport avvicina i popoli, non è momento di odio”: Il sindaco afferma di non voler “fomentare polemiche” e la sua idea è anche quella di “far slittare la partita per poi recuperarla. Israele non è stato escluso dalle competizioni sportive internazionali ma di fronte a un dramma che non ha eguali negli ultimi 80 anni, davanti a tanta sofferenza giocare adesso sarebbe inopportuno”.

“Lo stadio è gestito dall’ Udinese, la decisione di ospitare i match della nazionale è della Figc, la partita è organizzata dall’Uefa. Comune è al terzo livello, chiamati a occuparci di ordine pubblico con coordinamento della Prefettura”, precisa. “Ci sono state manifestazioni di dissenso un anno fa, non potranno non essercene tra un mese e mezzo. Ho 70 anni e “non ricordo nulla di simile a quel che accade a Gaza”.

De Toni incassa anche l’appoggio dei ProPal Udine per i quali sarebbe insufficiente e tardiva l’ipotesi della Fgci di devolvere l’incasso in azioni umanitarie Gaza. Comitato per la Palestina Udine, comunità palestinese Veneto e Fvg, Calcio e Rivoluzione, Salaam Ragazzi dell’Olivo e Bds Italia, sottolineano che è un tentativo di “alleggerire la pressione delle tifose e dei tifosi solidali con la Palestina”.

Dunque, le richieste: “Interrompere ogni rapporto sportivo con Israele, rifiutare di giocare contro Israele o club israeliani; far proprio l’appello dell’ Associazione Allenatori Italiana Calcio. E un annuncio: “Il 14 ottobre saremo a Udine al fianco della Palestina”.

De Toni, alla guida di una giunta di centro sinistra, si è attirato dure critiche dal centrodestra. “Ha ragione Gattuso: la partita di calcio Italia-Israele si deve giocare a Udine. Lascia veramente sgomenti la irresponsabilità con cui il sindaco, finendo oggettivamente per alimentare tensioni di ordine pubblico, si è schierato sulla sponda di coloro che nemici di Israele finiscono per camminare accanto ai fautori dell’antisemitismo, dicendo che la partita non andrebbe disputata”, attacca il presidente dei senatori di FI, Maurizio Gasparri.

La deputata di FdI Sara Kelany parla di “triste quadro delle sinistre che soffiano, in maniera incosciente, sul fuoco pro Pal” ed agita il timore di “derive antisemite”. La stessa accusa mossagli dalla senatrice Michaela Biancofiore, già sottosegretario allo Sport e capogruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie.

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