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Gaza: “Flotilla”, slitta la partenza. 4 parlamentari a bordo. Aereo israeliano sulla Sicilia

Gretas Thumberg, fra i protagonisti della “Flotilla” per Gaza

PALERMO – Slitta dal 4 al 7 settembre la partenza delle barche italiane della Global Sumud Flotilla: dopo i rinvii imposti dalle condizioni meteo al convoglio salpato dalla Spagna, la nuova data servirà a riallineare i tempi delle imbarcazioni che puntano a ricongiungersi in mare per fare rotta verso Gaza. A bordo ci saranno anche quattro parlamentari italiani di Pd-M5s e Avs: Benedetta Scuderi e Annalisa Corrado (eurodeputate), Arturo Scotto (deputato) e Marco Croatti (senatore).

Presenze accolte con gioia dalla delegazione italiana del Global Movement to Gaza che, dopo gli avvertimenti di Israele, chiede protezione al governo italiano. Intanto, Angelo Bonelli leader di Avs lancia l’allarme: “Tre aerei militari israeliani hanno sorvolato la Sicilia e sono atterrati nella base militare di Sigonella. Sono venuti a spiare la Global Sumud Flotilla oppure sono venuti a caricare materiale bellico?”. Si tratta di un velivolo israeliano su cui “non vi era e non è stato imbarcato alcun materiale o equipaggiamento – spiegano dalla Difesa -. Durante la sosta” di circa 3 ore il C-130 “ha ricevuto esclusivamente supporto logistico”, l’uso dello spazio aereo e delle infrastrutture italiane avviene nel pieno “rispetto del quadro normativo nazionale e degli accordi internazionali in essere”.

Gli attivisti in partenza, in una conferenza stampa promossa dal M5s al Senato, fanno sapere che “sulle barche spagnole già in mare stanotte sono arrivati dei droni”, senza però esporsi sulla provenienza dei velivoli. Di certo la tensione è palpabile, soprattutto dopo che il ministro della sicurezza israeliano Ben Gvir ha prospettato un trattamento pari a quello riservato ai terroristi per chi sarà arrestato nel corso della missione.

“Abbiamo paura per la nostra incolumità, ma ci facciamo coraggio. Il popolo palestinese ce lo insegna”, ammette la portavoce italiana del Global Movement Maria Elena Delia esortando il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad una maggiore fermezza nella tutela degli italiani a bordo. “Ci aspettiamo droni, blocchi, intercettazioni. Ci aspettiamo di essere abbordati e rapiti – spiega -. Perché quello che per la marina militare di Israele è arresto per noi è rapimento in quanto saremo in acque internazionali. Tajani ha detto ‘non mi pare ci siano terroristi’ sulla Flotilla. Venga a conoscerci in modo da averne la certezza”.

In conferenza interviene il leader del M5s Giuseppe Conte per sollecitare il governo a “dare protezione diplomatica a chi sarà su quelle imbarcazioni, come ha fatto la Spagna”. Un’istanza condivisa anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein che scrive a Giorgia Meloni e le chiede di tenerla informata su quanto l’esecutivo italiano intenda fare per garantire la sicurezza i volontari, che dal basso “stanno facendo ciò che avrebbero dovuto fare i governi”.

Si rivolge direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per “invocarne” la “protezione” l’europarlamentare dem Corrado. Sulle imbarcazioni, tra cui una di Emergency, saranno caricate tonnellate di cibo e medicine dirette a Gaza, “un segno di speranza” di fronte a “un progetto dichiarato di genocidio e deportazione”, commenta l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice. In conferenza si susseguono anche gli interventi di Yassine Lafram, presidente dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche d’Italia) e di Martina Piperno, del Laboratorio Ebraico Antirazzista. Nel centrodestra la conferenza sulla Flotilla fa rumore per una denuncia avanzata dal Tempo sull'”accesso negato” all’iniziativa per i suoi giornalisti: “Siamo gli unici che stanno provando a scavare dietro la Flotilla, a spiegare quali siano i legami con persone ritenute vicine ad Hamas”.

Solidarietà e indignazione da diversi esponenti della maggioranza che puntano il dito contro la “censura”, mentre il M5s parla di “illazioni” e taglia corto: “La giornalista non risultava accreditata per l’accesso in sala”. FI si scaglia in massa contro i giovani del PD che “hanno appeso nelle strade di Viterbo dei volantini disdicevoli” contro Tajani: manifesti con la foto della stretta di mano fra il ministro degli Esteri e il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu e la scritta “Tajani ci fai schifo”. “Altro che forza democratica, queste sono le modalità e il linguaggio di un partito estremista”, attaccano gli azzurri.

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