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Processo Grillo junior: sentenza slitta per la morte del figlio del giudice

Toghe

TEMPIO PAUSANIA – E’ stata rinviata al 22 settembre l’udienza del processo che vede coinvolto il figlio di Beppe Grillo, a causa di un drammatico lutto che ha colpito Marco Contu, presidente del collegio giudicante: il figlio di 22 anni è morto ieri sera, 2 settembre 2025, a Roma, travolto da un convoglio della metro B. La polizia indaga sulle cause dell’incidente, analizzando anche i filmati delle telecamere di sorveglianza.

Una tragedia che ha inevitabilmente fermato un processo, in corso da tre anni e già segnato da numerosi rinvii. L’avvocato Alessandro Vaccaro, difensore di uno degli imputati, ha parlato di “processo maledetto e disgraziato per la serie di eventi che lo hanno minato”.

“La perdita di un figlio è la tragedia più grande che possa colpire un padre. Tutto il resto passa in secondo piano – ha aggiunto -. La nostra vicinanza va al presidente Contu e alla sua famiglia”. Dello stesso avviso l’avvocata Giulia Bongiorno, legale della parte civile, che ha definito “sconvolgente” la notizia del lutto.

“Abbiamo apprezzato il senso del dovere del presidente – ha detto – ma proprio per questo abbiamo rifiutato l’idea di celebrare l’udienza a ridosso della tragedia”. Parole che richiamano le polemiche nate in aula dopo una frase della giudice a latere Marcella Pinna, che ha riferito della possibilità, ventilata dalla presidente del Tribunale Caterina Interlandi, di procedere già domani, nonostante la possibile concomitanza con i funerali del giovane. Un’ipotesi che ha scatenato reazioni indignate.

Interlandi ha poi replicato: “Non ero presente in udienza, non faccio parte del collegio. Non cercate polemiche inutili, chiedete chiarimenti a chi ha fatto quella affermazione”. Sulla vicenda è intervenuto anche Enrico Aimi, componente laico del consiglio superiore della magistratura.

“Sconcerta che si sia anche solo ipotizzato un rinvio di solo poche ore, appare una scelta algida e disumana – ha dichiarato – Il Csm ha il dovere di approfondire questo caso perché in dubbio c’è uno dei requisiti fondamentali per un magistrato: l’equilibrio”.

Il processo, che vede imputati oltre a Grillo junior anche Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, non si è dunque ancora chiuso. La nuova udienza è fissata per il 22 settembre alle 10.30, quando il tribunale di Tempio Pausania dovrà pronunciarsi su un caso che ha acceso il dibattito pubblico e mediatico sin dal 2019.

Secondo l’accusa, la notte del 16 luglio di quell’anno la studentessa, all’epoca 19enne e in vacanza in Costa Smeralda con un’amica, sarebbe stata vittima di violenza sessuale di gruppo nella villetta di Beppe Grillo a Porto Cervo.

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