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Firenze, Maggio Musicale: «Les pêcheurs de perles» di Bizet apre la stagione

Hasmik Torosyan (Leila)

FIRENZE – Riprende la programmazione al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con la prima opera lirica della stagione: martedì 16 settembre alle 20 debuttaLes pêcheurs de perles di Georges Bizet; sSul podio della Sala Grande alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il maestro Jérémie Rhorer; l’allestimento è della Staatsoper Unter den Linden di Berlino con la regia di Wim Wenders (la sua prima regia operistica proposta in Italia), che ha appena ricevuto il Leone d’Oro alla carriera a Venezia. La regia è ripresa da Derek Gimpel. Il cast vocale è formato da Hasmik Torosyan nella parte di Léila (al posto di Pretty Yende, annunciata l’anno scorso); Javier Camarena in quella di Nadir, mentre Zurga è interpretato da Lucas Meachem e Nourabad da Huigang Liu.

Parlando dell’opera di Bizet – che arriva per la seconda volta al Maggio dopo la messinscena del febbraio 2016 – il maestro Jérémie Rhorer, al suo debutto in Teatro, ha sottolineato il suo entusiasmo nel dirigere per la prima volta Les pêcheurs de perles e aggiunge: “Negli ultimi anni inoltre ho cominciato a concentrare il mio interesse sui rapporti, peraltro sottostimati, tra la musica italiana e la musica francese, rapporti nati in una rete di relazioni storiche, artistiche, letterarie e musicali che mi affascinano enormemente. Prendiamo Puccini, un autore che per il momento ho potuto dirigere molto poco ma che è da sempre il mio preferito. Venendo proprio ai Pescatori di perle un interrogativo assai stimolante che nasce dall’ascolto di quest’opera è il verificare fino a che punto Puccini la conoscesse e l’abbia utilizzata come modello in alcune sue opere. Ci sono tanti aspetti di Pêcheurs che sembrano ritrovarsi come in un’ideale relazione gemellare in più pagine pucciniane”.

Così parlava dell’opera Wenders nel 2020, all’epoca del debutto dell’allestimento:  “Quest’opera ai miei occhi (o piuttosto alle mie orecchie) è ingiustamente poco eseguita: il mio desiderio era dunque quello di ‘esporre’ la storia il più possibile e di raccontarla in modo da indurre o incoraggiare lo spettatore all’ascolto attraverso tutti i nostri mezzi. Ho visto spesso opere in cui c’era sempre qualcosa da vedere, così che guardare diventava più importante che ascoltare. Non volevo che il pubblico uscisse ricordandosi di aver visto qualcosa di grandioso; volevo lasciare la sensazione di aver ‘scoperto’ questa musica e soprattutto che sia stata la musica a raccontarvi la storia. Bizet ha realmente creato con la sua musica un mondo a sé”. Il mondo che Wenders porta sul palcoscenico è dominato da una scena essenziale, proiezioni molto dai tratti foschi e profondi (mare, onde, nuvole e ombre di palme) sbuffi di fumo e dei costumi altrettanto semplici ed essenziali. Solo il coro nel primo atto porta costumi color giallo-zafferano e capelli rossi; una macchia di colore e di luce che contrasta con il nero. Wenders costruisce uno spazio che lascia protagonista lo svolgersi del dramma.

Les Pêcheurs de perles, opera in tre atti su libretto di Michel Carrè ed Eugène Cormon, fu composta da Georges Bizet nel 1863, quando non aveva nemmeno 25 anni, ma si era già aggiudicato il prestigioso ”Prix de Rome”; così fu ingaggiato dal direttore del Théâtre Lyrique di Parigi Léon Carvalho per realizzare un’opera per il suo teatro, senza però poter scegliere il soggetto né modificare il libretto fornitogli da Carvalho. Il soggetto esotico dei Pêcheurs de perles si inseriva nella scia di opere di ispirazione orientale all’epoca di gran moda in Francia. L’isola di Ceylon fa da sfondo a una storia d’amore incentrata sul tradizionale triangolo: Léïla, sacerdotessa di Brahma, è amata sia dal pescatore di perle Nadir, sia da Zurga, capo dei pescatori legato a Nadir da un’amicizia di lungo corso. Ma Léïla ama Nadir e Zurga sarà quindi costretto a sacrificare i propri sentimenti rinunciando sia alla donna amata che all’amico.

Alla prima, il 29 settembre 1863, i critici si scagliarono impietosi contro il libretto, ritenuto banale e privo di originalità. Era stato lo stesso Carvalho a richiedere un plot che abbondasse di situazioni melodrammatiche tradizionali per agevolare il lavoro del giovane debuttante. Tuttavia, nonostante l’inesperienza e un libretto di scarso valore, Bizet riuscì a realizzare per i Pêcheurs de perles una veste musicale fascinosa ricca di ritmi insoliti e davvero vagamente esotica.

Altre tre le recite previste: venerdì 19 settembre alle 20, domenica 21 alle 15.30 e martedì 23 alle 20.

Solo ascolto: 10€ Visibilità limitata: 15€ Galleria: 35€ Palchi: 45€ Platea 4: 65€ Platea 3: 75€ Platea 2: 90€ Platea 1: 130€ (per la prima rappresentazione; le altre recite: 110€), in vendita anche direttamente (senza sovrapprezzo) sul sito del Maggio

Durata complessiva 2 ore circa, intervallo compreso

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