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Francia: cade il governo Bayrou. Sfiduciato dall’Assemblea Nazionale. Debito altissimo: serve manovra lacrime e sangue

Il primo ministro Bayrou che si presenterà dimissionario a Macron

PARIGI – Il governo francese, guidato dal centrista François Bayrou, è caduto. Dopo nove mesi. L’Assemblée Nationale, davanti alla quale si era presentato con un discorso di politica generale, ha votato oggi a larga maggioranza contro la fiducia: 194 voti a favore, 364 contrari. 

Bayrou si presenterà domani mattina, 9 settembre 2025, all’Eliseo, per presentare le dimissioni al capo dello stato, Emmanuel Macron. La differenza fra sì e i no al governo Bayrou è stata decisamente più ampia del previsto. I voti della coalizione della maggioranza erano stati calcolati alla vigilia in 220, mentre soltanto 194 di quelli previsti sono stati depositati nell’urna. Hanno invece fatto il pieno, e oltre, le opposizioni dell’intera gauche e dell’estrema destra.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, “prende atto” della caduta del governo e nominerà un successore “nei prossimi giorni”. Lo si apprende dall’Eliseo.

Prima del voto, il primo ministro aveva preso la parola davanti all’Assemblée Nationale. Con il sottofondo di un forte brusio e con una marcata raucedine, Bayrou ha esordito: “Ho voluto io questa prova”, “il rischio più grande sarebbe stato non correre rischi”. 

“Sono stato io a volere questo appuntamento e alcuni di voi, la maggior parte, probabilmente i più saggi, hanno pensato che fosse irragionevole, che fosse un rischio troppo grande – ha detto Bayrou – Ora, io penso esattamente il contrario. Il rischio più grande sarebbe stato di non correre rischi, di lasciar continuare le cose senza cambiare nulla”.

La riduzione del debito è una ”questione di urgenza vitale” per la Francia: questo l’avvertimento lanciato dal premier francese, Francois Bayrou, nel suo discorso di politica generale all’Assemblée nationale, su cui – salvo soprese – verrà sfiduciato. Dinanzi ai deputati, il premier ha evocato il debito colossale che pesa sulla seconda economia della zona euro nonché l'”urgenza vitale” di risanare le finanze pubbliche del Paese. 

Quello che si ”gioca oggi” per la Francia ”non è una questione politica, è una questione storica”: ha esortato Bayrou, evocando, tra l’altro, i ritardi accumulati dall’economia francese rispetto a partner come la Germania o il Belgio. Nel discorso dinanzi ai deputati, segnato da una marcata raucedine, il premier ha sottolineato che ”il modello va reinventato”. Sfide ”immense e urgenti”. Tra cui la necessità di ”riequilibrare la bilancia commerciale”.

“Ogni anno, – ha aggiunto – la Francia, produce debito per un totale di 50 miliardi di euro circa. A fronte di questi 50 miliardi, nel 2020 le annualità che dovevamo versare rappresentavano circa 30 miliardi all’anno. Nel 2024 erano salite a 60 miliardi, quest’anno a 67 miliardi. E alla fine del decennio, secondo la Corte dei Conti, a 107 miliardi”.

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