Migranti: nuovo sbarco a Livorno, a bordo della nave La Solidaire 265 profughi

LIVORNO – Sono in corso da oggi, 8 settembre 2025, al porto di Livorno le operazioni di sbarco di migranti salvati in mare con la nave “La Solidaire”. In tutto 265 i profughi a bordo: si tratta di donne, uomini e minori che hanno affrontato un viaggio di due giorni.
Tra loro ci sono numerosi minori non accompagnati e due donne in gravidanza. Le prime verifiche mediche segnalano condizioni di salute fragili, con casi di scabbia, ustioni chimiche dovute al contatto con carburanti, pazienti affetti da diabete e ipertensione, oltre a persone che portano sul corpo e nella mente i segni delle torture e delle violenze subite nei lager libici. Il sistema toscano – Protezione civile, volontariato, sanità e istituzioni locali – si è immediatamente attivato per garantire assistenza e cure, con la consueta prontezza e umanità.
REGIONE TOSCANA AL FIANCO DEL SISTEMA DI ACCOGLIENZA – Fra le persone sbarcate, informa l’assessora regionale all’ambiente, Protezione civile e difesa del suolo, Monia Monni, ci sono due donne incinte, una delle quali è minorenne. Dal dicembre 2023 gli sbarchi sono stati tantissimi e la macchina della Protezione civile, sottolinea l’assessora, ha imparato a fare questo lavoro: oggi è una macchina rodata, con numeri sempre alti di volontari e sanitari coinvolti. L’assessora conferma ancora una volta l’impegno della Regione a fare la propria parte e rivendica con orgoglio di essere un porto sicuro, motivo per cui insieme alla collega alle politiche sociali è sempre presente agli sbarchi a testimoniare l’attenzione della Regione. I porti toscani, però, sono purtroppo porti molto lontani, con tutte le difficoltà e le conseguenze che questo comporta, prima di tutto sulla salute e sullo stato psicofisico dei sopravvissuti.
L’assessora alla protezione civile ricorda che il Governo aveva annunciato il blocco navale, aveva detto che avrebbe inseguito i trafficanti per tutto il globo, ma ha finito solo per moltiplicare i porti e stringere accordi inefficaci. Così persone già stremate vengono costrette a giorni di navigazione aggiuntivi, una vera e propria tortura inutile: la Regione Toscana, invece, crede nell’accoglienza diffusa, che ha funzionato e che ha dato opportunità di vita e di futuro. Da parte sua, l’assessora alle politiche sociali ha voluto ringraziare il sistema del volontariato, la Prefettura, i Comuni e la rete socio-sanitaria che anche oggi ha dimostrato competenza e grande umanità.
La macchina è rodata, ha rivendicato, ma non si può tacere di fronte a questa modalità di gestione dei flussi migratori, disumana e fallimentare. La propaganda ha raccontato che gli sbarchi sarebbero finiti, ma non è così. In Toscana c’è capacità di risposta, ma non si può accettare che donne, uomini e bambini sopravvissuti a viaggi drammatici vengano sottoposti a ulteriori sofferenze per una scelta politica miope e crudele. La Regione Toscana continuerà a seguire le operazioni di sbarco e a garantire, insieme alle istituzioni locali, tutto il sostegno necessario, ribadendo al tempo stesso la necessità di un cambio radicale nelle politiche nazionali e di un ritorno a un modello di accoglienza diffusa, dignitosa ed efficace.
