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Giorgia Meloni attacca la sinistra: “Clima di odio insostenibile”. Schlein replica: “Straparla, il suo è vittimismo”

Giorgia Meloni al centro congressi Crown Plaza durante la Festa Nazionale UdC (Foto dai social Udc)

ROMA – “Odio e violenza politica stanno tornando drammaticamente una realtà”, “anche in Italia il clima sta diventando insostenibile”, e bisogna “chiedere conto alla sinistra di questo continuo minimizzare o del giustificazionismo della criminalizzazione, della violenza nei confronti di chi non la pensa come loro”. L’assassinio di Charlie Kirk è avvenuto a 9mila chilometri, ma Giorgia Meloni lancia la sua denuncia stigmatizzando i “commenti disumani”. Soprattutto di quelli che “spesso” hanno accusato la sua comunità politica “di diffondere odio” e ora “tacciono, minimizzano o addirittura giustificano o festeggiano l’omicidio premeditato, intenzionale, a sangue freddo di un ragazzo di 31 anni che aveva la colpa di difendere con coraggio le sue idee”.

Per le opposizioni, però, è solo “vittimismo”, e il Pd contrattacca: “La premier straparla, vuole incendiare il clima politico”. Un effetto della morte dell’attivista Maga nell’Utah, in Italia è la circolare in cui si invita a verificare, e nel caso da aggiornare, i livelli di sicurezza per le autorità. C’è un “rischio emulazione”, e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi spiega di essere stato “ispirato” a procedere in questo senso “anche da qualche tono esagerato in sede parlamentare”.

Come le accuse del M5s ad Antonio Tajani di essere un “influencer prezzolato da Israele”, che hanno generato un acceso scontro in Senato giovedì. Beneficiano già del massimo livello di sicurezza previsto le massime autorità istituzionali, come la presidente del Consiglio, che parlando per venti minuti davanti alla platea della festa nazionale dell’Udc si concentra sui temi di politica interna: l’impegno a “concentrarci sul ceto medio nella manovra”, a portare avanti premierato e riforma della giustizia, a combattere l’immigrazione clandestina, “la mafia del mare”, con “buona pace di chi vorrebbe a tutti i costi impedircelo” e a governare per i prossimi due anni “senza farci distrarre”. Con una precisazione: “Non vado a caccia dei cattolici, mi fa sorridere chi dopo il Meeting mi ha definito democristiana 2.0…”. Nessun accenno alle crisi in Ucraina e a Gaza, e quasi subito l’attacco sul caso Kirk.

Lo sfodera citando Piergiorgio Odifreddi, che in questi giorni su La7 ha affermato che “sparare a Martin Luther King e a un rappresentante di Maga sono due cose molto diverse: Martin Luther King predicava pace e invece Maga e Trump predicano odio e violenza”. “Chi semina vento raccoglie tempesta”, il proverbio usato dal matematico, chiarendo però, fra le critiche degli ospiti in studio, che “non significa che io giustifico”. A “questo intellettuale di sinistra” Meloni chiede se “ci sono persone a cui è legittimo sparare in base alle loro idee, o a cui è meno grave farlo perché non condividiamo le loro idee”.

Tajani usa una formula da anni di piombo, parlando di “troppi cattivi maestri”, e punta l’indice contro il M5s, “responsabile della crescita del clima d’odio”, lanciando “un appello a tutti a cominciare da Conte affinché si abbassino i toni”. “Moderi i toni anche il governo”, la replica dell’ex premier, secondo cui “il vittimismo contribuisce ad alzarli”.

Anche per Elly Schlein è Meloni che “fomenta questo clima incandescente” mettendoci “il carico”, e la linea dei dem è che le accuse “nel mucchio” lanciate dalla premier servono “solo per coprire il nulla cosmico dell’azione di questo governo”. Secondo Matteo Renzi (Iv) “il clima è esasperato da cattivi maestri come il ministro Ciriani”. Angelo Bonelli (Avs) chiarisce che “nessuno minimizza” la violenza: “Tutti dovremmo abbassare un po’ i toni e Meloni in primis”. 

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