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Firenze, caffè Rivoire: padre e figlia condannati per appropriazione indebita

Tribunale di Firenze

FIRENZE – Appropriazione indebita: questa l’accusa con la quale l’imprenditore pugliese Luigi Dagostino e la figlia Angela Luana che si sarebbero appropriati di 378.169 euro dalle casse dello storico caffè Rivoire, in piazza della Signoria, davanti a Palazzo Vecchio, agli Uffizi e alla Loggia de’ Lanzi.

Luigi Dagostino è stato condannato a 3 anni di reclusione e 2.800 euro di multa come amministratore della società nel 2017; la figlia, amministratrice unica tra il 2017 e il 2019, a 1 anno 10 mesi 15 giorni e 1.800 euro di multa. I due, sempre secondo l’accusa, avrebbero inoltre preso incassi per 15.000 euro per retribuire una cameriera solo formalmente assunta da Rivoire ma in realtà segretaria per le società di Luigi Dagostino.

Padre e figlia dovranno anche risarcire i danni. In attesa che il giudice civile definisca l’ammontare dovranno versare una provvisionale di 20.000 euro a favore di Rivoire srl, società assistita dall’avvocato Filippo Cei, e di 5.000 euro a beneficio dei soci succeduti nella gestione nel 2019, ossia Excellence equities srl e In.Re. Ltd, difese dall’avvocato Pietro Terminiello.

Per mancanza di querela non si è proceduto in merito ad altri due episodi di appropriazione indebita contestati dal pm Christine von Borries: si tratta di 7.000 euro usati per il pagamento di una notula a un professionista incaricato della progettazione di un bar cioccolateria all’outlet The Mall a Reggello e di spese di pedaggio autostradale e di un parcheggio. Assolta dalle accuse la dipendente della società Rivoire.

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