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Gaza: camionista Giordano uccide due soldati israeliani. Ucciso dalla sicurezza. Hamas schiera 10mila miliziani per resistere

Attacco ad Allenby, Idf chiude il valico agli aiuti per Gaza

TEL AVIV – Per la seconda volta in poco meno di un anno un camionista giordano, scelto dall’esercito di Amman, dopo aver attraversato la dogana nazionale è sceso dal mezzo sparando e accoltellando due militari israeliani, 20 e 68 anni, morti poco dopo sul posto per le gravi ferite. Il terrorista è stato ucciso dalle guardie di sicurezza.

Il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha raccomandato al governo di sospendere l’ingresso degli aiuti umanitari provenienti dalla Giordania verso Gaza. Il ministero degli Esteri di Amman ha dichiarato che il Paese “condanna e respinge” l’attacco “in quanto violazione del diritto internazionale, degli interessi della Giordania e della sua capacità di fornire aiuti umanitari all’enclave”. E, condividendo maggiori dettagli sull’aggressore, lo ha identificato come Abd al-Mutalib al-Qaisi, un 57enne che aveva iniziato a distribuire aiuti nella Striscia tre mesi fa. Israele ha lasciato intendere che la tensione con Amman, teoricamente, potrebbe alzarsi: “Facilitiamo gli aiuti umanitari per Gaza e i terroristi sfruttano questo per uccidere israeliani. È il frutto della propaganda menzognera diffusa da Hamas e fatta riecheggiare anche oltre i suoi confini. Questo deve finire”, ha scritto su X il ministero degli Esteri dello Stato ebraico.

Ma intanto una fonte ha fatto sapere non ufficialmente a Ynet che la consegna di aiuti proseguirà attraverso l’Egitto e altre rotte: “E’ essenziale che ciò avvenga, data la rapida espansione dell’offensiva dell’Idf a Gaza city, che ha costretto centinaia di migliaia di palestinesi a fuggire verso il sud della Striscia”. Hamas intanto è tornato a minacciare Israele facendo leva sui rapiti: “Il nemico non catturerà un solo ostaggio, vivo o morto. Gli ostaggi si trovano sparsi in diversi quartieri di Gaza City.

L’espansione dell’operazione dell’Idf significa che nessuno di loro verrà restituito dalla prigionia”, ha avvertito l’organizzazione. A Rafah intanto quattro soldati dell’Idf sono morti per l’esplosione di un ordigno piazzato sulla strada dai terroristi che ancora operano nel sud. Dove stanno continuando ad arrivare migliaia di sfollati per sottrarsi alla manovra di Tsahal per la conquista della capitale dell’enclave. Alcuni sfollati hanno raccontato a Haaretz che per un singolo viaggio in camion verso le città meridionali di Deir al-Balah o Khan Younis (una distanza di 14-25 chilometri) può ora costare fino a 7.000 shekel (2.000 dollari) in contanti. Dopo le gravi perdite subite in quasi due anni di guerra, Hamas è riuscito comunque a reclutare circa 10mila miliziani, tra cui molti giovanissimi. Come ha riferito alla Knesset mercoledì sera un membro dell’intelligence militare.

Gli uomini armati di Hamas e della Jihad islamica palestinese, guidati dall’unico comandante della vecchia guardia delle brigate Qassem ancora vivo, Az al-Din al-Haddad, operano negli stretti vicoli di Gaza City, riparano i tunnel danneggiati, costruiscono armi e assemblano ordigni nelle strutture sotterranee. Gli assordanti boati della notte tra mercoledì e giovedì si sono sentiti dopo che l’Idf ha colpito un magazzino zeppo di esplosivi, che ha provocato detonazioni a catena e caos tutto intorno.

Dallo Yemen in serata gli Houthi hanno lanciato droni e un missile contro Israele. Il missile è stato intercettato dopo essere stato inseguito a lungo, l’aeroporto internazionale di Tel Aviv è stato chiuso momentaneamente e le sirene hanno fatto correre nei rifugi milioni di persone nel centro di Israele e nell’area di Gerusalemme. A Eilat un velivolo senza pilota ha superato la barriera delle difese aeree colpendo l’ingresso di un hotel. E l’Idf ha colpito di nuovo nel sud del Libano dopo due avvisi di evacuazione, facendo esplodere magazzini di armi dell’èlite di Hezbollah ancora sul terreno.

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