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Palazzo Medici Riccardi: mostra su Gae Aulenti e la Toscana

Gaetana Aulenti aka Gae, Milan, 1983 (diffusione ufficio stampa)

FIRENZE – Dal 18 settembre al 18 novembre 2025 le Sale Fabiani di Palazzo Medici Riccardi (via Cavour 3) ospiteranno La modernità può costruire altrimenti. Gae Aulenti e la Toscana, mostra dedicata alla grande architetta e designer, figura tra le più importanti e influenti del secolo breve. Dal 4 ottobre aprirà inoltre una seconda sezione del percorso espositivo presso il Centro Culturale CAMBIO a Castelfiorentino.

La mostra è promossa da Fondazione Architetti Firenze (FAF), Master Museo Italia (MMI) dell’Università degli Studi di Firenze, Archivio Gae Aulenti di Milano grazie a Città Metropolitana di Firenze, Fondazione Cambiano e Fondazione MUS.E.

Curata dalla professoressa Emanuela Ferretti dell’Università degli Studi di Firenze e dall’architetto Silvia Moretti della Fondazione Architetti Firenze, ha ricevuto il patrocinio e il contributo di Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Ance Firenze, Unioncamere Toscana. Ha il patrocinio di Comune di Firenze, Comune di Castelfiorentino, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione FS Italiane, Fondazione Giovanni Michelucci, Opera di Santa Maria del Fiore, Ordine Architetti Firenze; è resa possibile grazie al contributo di FSC® (Forest Stewardship Council®) Italia e Berni Store e grazie al supporto di Martinelli Luce e Unicoop Firenze.

La mostra si articola in otto nuclei tematici, restituiti attraverso una selezione di disegni dell’Archivio Gae Aulentifotografie, plastici dei progetti appositamente realizzati e narrazioni digitali, e ha visto la partecipazione degli allievi del MMI e della Scuola di Architettura dell’UNIFI.

L’intenso rapporto tra la Toscana e Gae Aulenti (1927-2012) ha inizio nei primi anni Sessanta quando l’architetta collabora con le aziende Poltronova e Martinelli Luce, da cui nascono due icone del design italiano: la sedia Sgarsul e la celebre lampada Pipistrello, rispettivamente con le aziende produttrici Poltronova e Martinelli Luce.

Per quanto riguarda l’architettura, nel 1969 iniziano i progetti per la famiglia Pucci: la riconfigurazione dell’Altana di Palazzo Pucci nel centro di Firenze e la riprogettazione del giardino della villa di Granaiolo (Castelfiorentino).

Il rapporto con la Toscana si consolida con il progetto per una casa unifamiliare a Pisa (ancora in essere) e con l’allestimento della Galleria del Libro (non più esistente) a Viareggio, per rinsaldarsi alla metà degli anni Settanta a Prato, grazie alla collaborazione con Luca Ronconi per alcune scenografie teatrali. Tale relazione si sviluppa successivamente grazie alla progettazione di numerosi edifici come – tra gli altri – il nuovo ingresso alla Stazione Santa Maria Novella dal Binario 16 (1990), la sistemazione della piazza antistante la Stazione Leopolda (1996), la partecipazione agli importanti concorsi per la Nuova Uscita degli Uffizi (1998) e per il Museo dell’Opera del Duomo (2001).

La mostra analizza il suo approccio al progetto in Toscana, dove Gae Aulenti ha dimostrato un approccio originale, cercando fruttuose relazioni con il contesto senza rinunciare all’innovazione. L’architetta ha saputo porre in dialogo le proprie idee progettuali con la storia del luogo in cui interveniva.

A Firenze, il rapporto di Aulenti con la città va oltre i suoi progetti ideati e attuati, come il Nuovo ingresso della Stazione Santa Maria Novella dal Binario 16. La sua figura è infatti stata centrale nel dibattito architettonico fiorentino, partecipando a concorsi di grande rilievo: nel 1998, fu invitata a competere per la nuova uscita degli Uffizi, proponendo un progetto che affrontava la complessa sfida di dare una nuova identità ad uno spazio residuale. Anni dopo, nel 2001, Aulenti fu nominata presidente della giuria del concorso per la stazione dell’Alta Velocità, vinta da Norman Foster. Questo ruolo sottolinea la sua grande competenza e il suo prestigio a livello internazionale.

Il titolo della mostra riassume dunque perfettamente la sua filosofia: la cultura del progetto, perseguendo la qualità, in tutti i suoi aspetti, e ‘ascoltando’ il contesto può esprimere appieno un linguaggio contemporaneo.

La mostra «La modernità può costruire altrimenti. Gae Aulenti e la Toscana» vuole pertanto portare all’attenzione del pubblico un capitolo meno noto, eppure significativo, del percorso professionale dell’architetta.

“La mostra – spiega Valentina Zucchi, curatrice del museo di Palazzo Medici Riccardi – conferma l’attenzione del palazzo alla storia dell’architettura presentando un approfondimento prezioso su una delle più grandi figure del nostro tempo e sui suoi progetti per la nostra città e per il territorio. Grazie all’esposizione – così ricca e originale, frutto del lavoro non solo di studiosi ed esperti ma anche di giovani allievi – i lavori di Gae Aulenti per la Toscana diventano i protagonisti di un unico racconto che vede al centro la relazione estetica tra forme, funzioni e rapporti. Se per Aulenti ogni architettura era ed è legata alla polis e deve tenere conto della partecipazione collettiva, la mostra contiene in sé l’idea di città e ci invita a quell’esercizio di pensiero e di coscienza sugli spazi pubblici che ha caratterizzato l’intera sua opera, rendendola tanto profonda ed eloquente: perchè l’utopia, scriveva, è il pensiero di un futuro possibile”.

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