Manovra 2026: almeno 3 miliardi dalle banche. Tajani: “Sufficienti”. Salvini ne vuole di più

Per la manovra 2026 del governo, sono attesi alcuni miliardi di euro dalle banche. Quanti? Almeno 3. I contorni dell’ipotetico contributo che potrebbe essere richiesto in vista della prossima legge di bilancio iniziano a prendere forma: l’obiettivo è stato individuato, spiegano fonti qualificate della maggioranza, anche se tutto verrà deciso nella trattativa insieme agli istituti di credito, “con molta calma”.
Le interlocuzioni, del resto, sono ancora sottotraccia in attesa anche dell’esito delle Regionali: saranno infatti anche i nuovi equilibri nella maggioranza ad orientare il negoziato. Nel centrodestra sul tema è ormai scontro aperto tra Lega e Forza Italia. Il partito di Matteo Salvini, proprio mentre il leader azzurro Antonio Tajani sta parlando delle banche nel suo intervento conclusivo alla festa del partito, sferra un nuovo affondo.
“Nei tre anni di nostro governo le banche hanno registrato utili per circa 130 miliardi, quadruplicando (!!!) il proprio valore in borsa”, recita la nota di via Bellerio: “Per questo riteniamo ragionevole chiedere un contributo alle grandi banche, a partire dagli enormi guadagni derivanti da interessi e commissioni”. L’obiettivo è “utilizzare quei miliardi”, che la Lega quantifica in 5, “per immetterli nell’economia reale: aumento di stipendi e pensioni, investimenti in sanità, rottamazione pluriennale di 170 milioni di cartelle”. Forza Italia, che già ieri aveva stoppato l’idea di tassare gli extraprofitti degli istituti, ripete l’altolà.
“L’extraprofitto non esiste”, mette in chiaro Tajani, che invita alla cautela: “Con le banche bisogna dialogare”, perché solo così si ottengono “risultati”, mentre se faccio “una vessazione”, spavento i mercati e nessuno vuole più venire a investire. E poi basta con la “demagogia”, “noi non siamo il partito delle banche, noi parliamo con le banche”, scandisce il leader azzurro, che non ha dubbi sulle priorità: “Se abbiamo 5 miliardi, spendiamoli per la sanità, non per la rottamazione”.
Nessuna contrarietà, puntualizza, ma “bisogna stare attenti”, perché “quelli che hanno pagato non possono fare la figura dei fessi”. Gli replica, nel botta e risposta a distanza, il sottosegretario leghista Claudio Durigon: la pace fiscale è nel programma del centrodestra ed era anche l’obiettivo di Silvio Berlusconi, ricorda, “sono certo che anche Tajani converrà nella necessità di un intervento sulle banche”. Mentre il dibattito politico ribolle, al Ministero dell’Economia l’attenzione è tutta sui numeri.
Mercoledì arriverà in consiglio dei ministri (e il giorno successivo alle Camere) il Documento programmatico di finanza pubblica, la vecchia Nadef, che fisserà la cornice finanziaria su cui poi il governo isserà le misure della manovra. Dalle prime stime del Dpfp emerge una crescita tendenziale pari al +0,5% quest’anno e +0,7% il prossimo. Il documento potrebbe anche certificare – come ipotizzato dallo stesso ministro Giancarlo Giorgetti – la discesa del deficit sotto il 3% già quest’anno, permettendo all’Italia di uscire dalla procedura per deficit eccessivo un anno prima del previsto.
Sul fronte delle misure, la strada sembra ormai spianata per il taglio di due punti della seconda aliquota Irpef. Perde però quota l’ipotesi di estendere lo scaglione fino a 60mila euro: il costo raddoppierebbe (da 2,5 a 4-5 miliardi) e la platea aumenterebbe solo dell’1%, quindi – si ragiona in ambienti della maggioranza – meglio destinare quelle risorse ad altro. Si lavora anche per estendere la detassazione dei premi anche agli straordinari, mentre sul fronte delle detrazioni si andrà avanti con il principio del quoziente familiare.

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Ah, il classico divertimento politico! Ecco gli Azzurri che si scambiano battute da palcoscenico su chi è del partito delle banche e chi vuole tasse in più, mentre le Camere sono pronte a discutere di soldi. La manovra sembra già un quiz a risposta multipla: tagli qui, bonus lì, ma chi pagherà davvero? E la discesa del deficit? Sembra una promessa di dieta che promette miracoli ma poi si scopre che il pacchetto include sempre il gelato! Sorride il cielo, o forse no… 😄watermark remove ai