Studentati come ostelli: Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Firenze. Palazzo Vecchio:”Uso temporaneo con limiti”

ROMA – Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di due studentati
nei confronti delle sentenze già emesse dal Tar toscano, confermando che a
Firenze “gli studentati e dunque gli immobili che ospitano
alloggi per studenti universitari possono essere adibiti ad
ostello temporaneo solo con precise limitazioni”. Lo rende noto
Palazzo Vecchio.
Trattandosi di utilizzo temporaneo, con cadenza annuale, il
Consiglio di Stato conferma, come già sostenuto dal Comune di
Firenze, si spiega da Palazzo Vecchio, “che la sua attivazione
richieda, ogni anno, la presentazione di una nuova segnalazione
certificata, la quale si dovrà rapportare, di volta in volta,
con la disciplina, anche urbanistica, vigente al momento della
sua presentazione.
Nel caso specifico, il Piano operativo vigente prevede che l’attività di ostello temporaneo in
studentati possa avvenire solo per un periodo ben limitato nel
tempo e cioè solo per un massimo di 60 giorni nell’anno solare
dei quali il mese di agosto è obbligatorio; questo vale anche
per le strutture che con precedenti strumenti urbanistici
potevano utilizzare gli studentati come ostello per un periodo
più lungo”.
Per la sindaca, Sara Funaro, la decisione del Consiglio di Stato “conferma la validità delle
scelte e delle politiche portate avanti dal Comune di Firenze,
ovvero l’attenzione al fatto che gli studentati sul territorio
comunale possono essere adibiti ad ostello temporaneo soltanto
con precise limitazioni”.
“Il Piano operativo vigente – prosegue Sara Funaro – prevede che
questa attività possa avvenire solo per un periodo limitato. Dai
90 giorni ipotizzati all’inizio, si è scelto di scendere a 60,
di cui 30 obbligatori nel mese di agosto, con una diminuzione
significativa del tempo in cui gli studentati possono
trasformarsi in struttura turistico-ricettiva. Le indicazioni
stabilite dal Consiglio comunale, inoltre, in merito hanno
permesso di regolamentare anche la disponibilità dei mesi da
destinare questa attività, esattamente come auspicavamo:
continueremo a lavorare per il bene di Firenze”.
