Rigore negato al Pisa contro la Fiorentina: nerazzurri contestano la spiegazione di Rocchi

PISA – “Prendiamo atto delle spiegazioni di Gianluca Rocchi, le accettiamo, ma non siamo d’accordo”. E’ in estrema sintesi quanto afferma il Pisa in un comunicato ufficiale diffuso dal club sui propri canali social tornando a lamentarsi del rigore non concesso domenica scorsa ai nerazzurri dopo che il pallone è stato deviato con la mano dal difensore della Fiorentina, Marin Pongracic.
Il club si spinge pure oltre e, al termine della nota che prende in esame anche altri episodi noti nel mondo del calcio, auspica di non diventare una specie di cavia per le linee interpretative regolamentari.
“Come ogni martedì, a Open Var, abbiamo ascoltato con grande attenzione le spiegazioni regolamentari di Rocchi – scrive il club – e il Pisa prende atto delle delucidazioni fornite e ritiene che queste, provenendo da un organo ufficiale e rappresentando dimostrazione di apertura al dialogo e alla trasparenza, vadano accettate e rispettate, in linea con il nostro stile. Nonostante ciò, pur avendo ascoltato con grande attenzione le argomentazioni, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, ci troviamo in evidente disaccordo”.
Secondo il Pisa infatti, l’interpretazione dell’episodio di Pongracic, “risulta contraria rispetto a quanto accaduto, ad esempio, in Spagna-Germania a Euro 2024: il braccio di Marc Cucurella, allora non sanzionato col rigore dalla squadra arbitrale di Anthony Taylor, venne poi definito, dagli organi preposti, ‘sempre punibile'” e infatti, sottolineano i nerazzurri, nelle periodiche riunioni informative con gli arbitri, si è detto e ripetuto che “le braccia che aumentano il volume del corpo portano sempre a una sanzione” tanto che molti calciatori da anni, scrive il club toscano, “si sono trovati a difendere con le braccia dietro la schiena”.
Fino alla stoccata finale: “Ci auguriamo di non essere nuovamente coinvolti, fra qualche mese, in episodi ‘modello’ che servano a chiarire nuove linee interpretative o rappresentino una innovativa ‘giurisprudenza’ arbitrale”.
