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Commissione d’inchiesta su rischio alluvioni: salta l’audizione del Comune di Firenze per treno in ritardo

Palazzo Medici Riccardi, sede della prefettura di Firenze

FIRENZE – Un treno in ritardo può incidere anche sui tempi di una commissione d’inchiesta. E’ infatti saltata l’audizione del Comune di Firenze, tra quelle programmate in Prefettura da parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico.

La ragione, viene spiegato dal presidente Pino Bicchielli, è il ritardo con cui è arrivata la vicesindaca Paola Galgani, rimasta poi invano a Palazzo Medici Riccardi fino al termine della seduta. “E’ arrivato tardi il treno – riporta – Purtroppo la Commissione ha dei tempi contingentati e adesso siamo in ritardo. Per un problema di natura tecnica la vicesindaca non è riuscita ad essere presente alla audizione. Questo ci dispiace, ma abbiamo già detto alla sindaca che recupereremo, la convocheremo a Roma per un’audizione in commissione alla Camera”.

Tra i sindaci ascoltati quello di Campi Bisenzio Andrea Tagliaferri, che parlando a margine con i giornalisti, ha sottolineato “la necessità di rivedere interamente la normativa post-emergenza relativa ai ristori. Non è possibile che dopo due anni siamo ancora a dover dare il contributo di immediato sostegno”. L’audizione, ha aggiunto, “è stato un momento importante di riflessione per affrontare a tutto tondo il tema del rischio idrogeologico e soprattutto di come uscire da una logica emergenziale ed entrare invece in una gestione ordinaria di prevenzione del rischio”.

Tra le altre criticità, “la frammentazione delle competenze” e la “necessità di sburocratizzare tutte le procedure in relazione alla gestione delle degli interventi sul territorio”. Sul tema dei ristori è intervenuto anche il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, neoeletto in Consiglio regionale. “Siamo ancora in alto mare, spero che velocemente il governo possa mettere a disposizione le risorse. Finora le uniche arrivate sono quelle, poche, che abbiamo messo noi come Comune”, “per dare un piccolo ristoro per ripartire soprattutto alle attività economiche”.

Tornando sull’alluvione del 14 marzo 2025, Falchi ha spiegato che “le opere di somma urgenza sono tutte in corso di realizzazione, alcune già completate, sia quelle realizzate dal Comune, che la parte più corposa e sostanziosa realizzata dal Consorzio di bonifica. Il tema vero sono le opere in prospettiva, per mitigare il rischio idraulico”.

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