Consiglio di Stato: “Le biciclette non possono essere legate a pali, cancellate o strutture pubbliche”

Le bici non possono essere legate a pali, cancellate o strutture pubbliche, lo stabilisce il Consiglio di Stato. E’ quanto scrive scrive Sara Astorino, consulente legale di Aduc. La quale spiega, appunto, che “il Consiglio di Stato con la sentenza n. 7353/2025 del 17 Settembre 2025 (1) ha preso una decisione destinata a ripercuotersi ben oltre il caso specifico, su tutto il territorio nazionale”.
“Respingendo l’appello proposto da un’Associazione – continua l’avvocato Astorino – il Consiglio di Stato ha chiarito che i regolamenti comunali che vietano di legare biciclette e motocicli a pali, cancellate o altre strutture pubbliche non destinate al parcheggio, sono legittime. Nei Comuni ove tale divieto è previsto, il cittadino non potrà eccepire nulla laddove, per aver legato la propria bicicletta in un luogo proibito, si vedesse arrivare una multa fino ad un massimo di 800 euro”.
Tale decisione deve far riflettere: è vero che le bici legate ai pali spesso creano intralcio perché, ad esempio, non consentono il passaggio dei passeggini oppure delle persone in sedia a rotelle o ancora possono essere pericolose per gli ipovedenti e i non vedenti, ma è anche vero che mancano le rastrelliere.
L’avvocato Astorino rileva poi che “un’altra criticità della sentenza è che la decisione sia stata assunta dando particolare importanza al decoro urbano quando forse, anche per tutelare i cittadini, sarebbe stato meglio concentrarsi sui problemi di mobilità. I problemi connessi al traffico congestionato, anche in termini di inquinamento, sono ben noti e di sicuro incentivare, come accade soprattutto in alcune città italiane, l’utilizzo della bicicletta sarebbe estremamente positivo”.
“Tuttavia – conclude la consulente Aduc – per ottenere un risultato utile per l’intera comunità e non solo, non basta implementare le piste ciclabili ma sarebbe opportuno verificare dove vi è reale necessità delle stesse e comprendere come realizzarle senza creare maggiore intralcio alla circolazione dei veicoli e col rischio di mettere in pericolo i ciclisti, non basta ipotizzare dei bonus per l’acquisto delle bici, ma sarebbe necessario rendere facile utilizzare le stesse creando, appunto, piste ciclabili sicure e aumentare la facilità di parcheggio”.
