
Farnesina: non risultano altri italiani dispersi in Nepal. Confermata la morte di tre alpinisti e le ricerche in corso per altri due

ROMA – Alla Farnesina non risultano altri italiani dispersi in Nepal. Anche se sorgono timori per altri cinque connazionali, oltre ai due considerati dispersi e ai tre morti lunedì.
“Non si hanno notizie di 7 italiani, tra cui Marco Di Marcello e Markus Kirchler (nella zona di Yalung Ri, considerati dispersi)”, si legge in una nota della Farnesina in cui si ricorda che le autorità locali hanno per ora confermato la morte di tre alpinisti italiani: Alessandro Caputo, Stefano Farronato e Paolo Cocco. Il Console Generale d’Italia a Calcutta, competente per il Nepal, Riccardo Dalla Costa, è giunto a Kathmandu, dove proseguono le ricerche, per un coordinamento con le autorità nepalesi e i gruppi di ricerca, in raccordo con la Farnesina.
Tempeste di neve e una valanga sulle vette himalayane del Nepal hanno ucciso 9 persone, tra cui 5 alpinisti italiani, avevano riferito le autorità. I decessi si sono verificati in due incidenti separati avvenuti da venerdì.
È stato ritrovato dai soccorritori il corpo di Paolo Cocco, il fotografo abruzzese che stava tentando la scalata al Dolma Khang. Lo ha annunciato all’ANSA Antonio Tavani, il sindaco di Fara San Martino, il comune dove Cocco era stato anche vicesindaco. La notizia è già stata comunicata anche ai familiari del ragazzo.
Lunedì, una valanga ha colpito un gruppo di 12 persone al campo base del picco Yalung Ri, a 5.630 metri, nel Nepal centrale. Sette persone sono morte nel disastro, tra cui tre italiani, due nepalesi, un tedesco e un alpinista francese, ha riferito all’Afp Phurba Tenjing Sherpa, dell’organizzatore della spedizione Dreamers Destination.
Lo sherpa ha affermato di aver “visto tutti e sette i corpi”. Il resto del gruppo è stato tratto in salvo e trasportato in elicottero nella capitale Kathmandu martedì mattina, ha affermato l’alto ufficiale di polizia Gyan Kumar Mahato, del distretto di Dolakha. Tra i soccorsi figurano due alpinisti francesi e due nepalesi.
In un precedente incidente nel Nepal occidentale, due alpinisti italiani sono morti mentre tentavano di scalare il monte Panbari, alto 6.887 metri. I due uomini erano rimasti senza contatti da venerdì. Il ministero degli Esteri italiano li ha identificati oggi come Alessandro Caputo e Stefano Farronato.
La Farnesina in una nota ha fatto sapere che sono morti gli italiani Alessandro Caputo e Stefano Farronato: “Il loro decesso è stato confermato questa mattina dalle autorità locali”. Da venerdì 31 ottobre si erano persi i contatti, mentre erano impegnati nella scalata del picco Panbari” scrive ancora il ministero degli Esteri. “I connazionali erano stati sorpresi da forti nevicate al Campo 1 (5.000 m). “Altri connazionali risultano dispersi e le ricerche sono in corso”.
“Il Consolato Generale a Calcutta, anche per il tramite del Consolato Generale Onorario a Kathmandu, e in stretto raccordo con la Farnesina – fa sapere ancora la Farnesina – sta seguendo direttamente l’evoluzione della situazione in contatto con le autorità locali e con i familiari dei connazionali”.
Stefano Farronato, tecnico forestale di Bassano del Grappa, e Alessandro Caputo, maestro di sci a St.Moritz, non davano notizie da venerdì, da quando cioè una forte nevicata li ha isolati a oltre 5.000 metri nel Campo 1 del monte Panbari. Il Panbari è un colosso da 6.887 metri – quasi 7.000, da cui il nome della spedizione, ‘Panbari Q7’ – e non fa parte dei tradizionali percorsi escursionistici. La vetta era stata conquistata solo nel 2006, e secondo il Cai si tratta di una montagna “remota e poco frequentata, tra i distretti di Gorkha e Manang, in una regione isolata dove le comunicazioni sono difficili e i soccorsi devono affrontare dislivelli notevoli e condizioni ambientali severe”.
