Giustizia: Rosa Volpe nuova procuratore capo di Firenze. “Faremo squadra e renderemo un buon servizio ai cittadini”

FIRENZE – Rosa Volpe, ex procuratrice generale di Salerno, è da oggi ufficialmente alla guida della procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze, succedendo nell’incarico a Filippo Spiezia. L’insediamento nelle funzioni della prima donna a ricoprire questo ruolo al vertice della procura fiorentina è avvenuto ufficialmente oggi, 5 novembre 2025, durante una solenne cerimonia nell’aula 31 del Palazzo di Giustizia alla presenza dei magistrati della procura, del tribunale, della procura generale e della corte d’appello del capoluogo toscano e dei rappresentati delle autorità civili e militari.
Alla cerimonia sono intervenuti anche Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Firenze, Sergio Paparo.
Nel suo discorso di apertura, la dottoressa Volpe ha delineato la sua idea di gestione dell’Ufficio, richiamando i valori che hanno guidato la sua lunga esperienza professionale: “La mia convinzione, maturata in anni di lavoro, è che l’organizzazione e l’azione di un ufficio giudiziario – e in particolare di una Procura – debbano muoversi secondo il principio della leale collaborazione tra tutti i magistrati, a prescindere dalle funzioni che ciascuno svolge. La Procura è una squadra: se riusciamo a fare squadra, renderemo un buon servizio alla cittadinanza”.
Volpe ha poi spiegato che la leale collaborazione non è un concetto astratto, ma un metodo concreto di lavoro fondato sulla partecipazione, il confronto, la condivisione delle informazioni e delle decisioni. “La partecipazione – ha sottolineato – implica il coinvolgimento di tutti i magistrati nei processi decisionali e comporta per ciascuno l’onere di cooperare nella loro attuazione. Solo così si potranno evitare fraintendimenti e assicurare un’azione coerente e trasparente”.
La nuova procuratrice ha voluto estendere il principio di collaborazione anche al personale amministrativo, “collaboratori quotidiani che vanno coinvolti nei processi organizzativi dell’Ufficio e valorizzati per il contributo essenziale che offrono al funzionamento del servizio giustizia”.
Nel suo intervento ha affrontato anche la difficile situazione degli organici della procura fiorentina, evidenziando alcuni dati: “Su 57 unità di personale amministrativo – ha detto – ne mancano 52. Mancano cancellieri, assistenti e ausiliari: figure indispensabili per affiancare i magistrati nelle attività quotidiane. È una scopertura elevatissima, che non ho riscontrato in altri uffici, nemmeno in realtà già complesse come quella di Salerno”.
Pur riconoscendo le difficoltà, la nuova procuratrice ha voluto esprimere parole di ringraziamento e fiducia verso i magistrati e il personale dell’Ufficio: “Non intendo mettere le mani avanti – ha precisato – Sono abituata a rimboccarmi le maniche in ogni situazione. Voglio invece ringraziare sin da ora tutti coloro che, nonostante le carenze e il carico di lavoro, garantiscono ogni giorno un servizio di qualità ai cittadini”.
Un passaggio sentito del suo discorso ha riguardato il valore del confronto umano nell’amministrazione della giustizia: “Credo fermamente che la giustizia, soprattutto quella penale, richieda la capacità di guardarsi negli occhi. Le decisioni importanti vanno prese dialogando, non solo tramite mail o messaggi. È così che si costruisce fiducia reciproca”.
La dottoressa Volpe ha infine ricordato il delicato momento storico che attraversa la magistratura italiana, sottolineando la necessità di recuperare credibilità e coesione: “La magistratura è una funzione fondamentale dello Stato, chiamata a tutelare le persone e a garantire giustizia. La maggior parte dei magistrati – ha concluso – lavora con professionalità e dedizione, ma oggi dobbiamo impegnarci anche a riconquistare la fiducia dei cittadini, che non meritano di assistere a divisioni o a logiche interne”.
