Omicidio Chiara Poggi, Garlasco: Procura di Brescia convinta delle accuse a Venditti. Difesa: “Dai pm aggressione senza precedenti”

BRESCIA – “I recenti attacchi sopra le righe mossi da un difensore nei confronti di un’indagine di grande rilevanza mediatica, attualmente condotta dalla Procura della Repubblica di Brescia” sulla presunto insabbiamento dell’indagine a Pavia del 2016-2017 a carico di Andrea Sempio per il delitto di Garlasco “ripropongono la questione del deragliamento del processo penale su altri ed impropri terreni. Per il magistrato del pubblico ministero vige il divieto, disciplinarmente sanzionato, di qualunque esternazione sulle indagini da egli condotte”.
Lo scrivono in una nota congiunta il procuratore generale di Brescia, Guido Rispoli, e il procuratore Francesco Prete. “Restiamo convinti – e ne diamo quotidianamente prova – che il riserbo debba accompagnare l’attività del pubblico ministero anche per salvaguardare la presunzione di non colpevolezza dell’indagato, ma altrettanto convinti siamo che, al di là dei doveri deontologici, la continenza ed il rispetto per il contraddittore debbano ispirare la condotta di ogni parte processuale”, sottolineano Rispoli e Prete.
DIFESA VENDITTI – “Ritengo con convinzione che falsità e approssimazioni non dovrebbero costituire le condizioni per aggressioni senza precedenti di un ex magistrato incensurato con 44 anni di specchiata carriera, e non proprio nelle ovattate retrovie”.
Lo ha affermato, in una nota, l’avvocato Domenico Aiello, legale dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, replicando a un intervento della procura generale e quella ordinaria di Brescia.
“Ieri, – ha aggiunto – ho per la prima volta risposto alla stampa dopo un’udienza, e non sono stato il solo a notare l’assenza, sarebbero state gradite delle scuse di accompagnamento al deposito delle sit dei tre colleghi ex difensori di Sempio. Lealta’, rispetto e trasparenza lo avrebbero suggerito”.
Sul mantenimento del riserbo nel corso delle indagini il difensore di Venditti ricorda con tono polemico come “la mattina delle perquisizioni del 26 settembre” che hanno disvelato l’inchiesta per corruzione in atti giudiziari a carico del magistrato “ancora dovevo entrare in casa del dott. Venditti che gia’ alle 9.00, a reti unificate la sua reputazione era stata distrutta, altro che riserbo. Ieri, insisto, sarebbe stato il momento giusto per presentare le scuse e assumere una decisione doverosa e responsabile, dimostrando, sensibilità e senso della giurisdizione”.
