Figline-Incisa: il sindaco Pianigiani si è dimesso. Attacca il Psi e il consigliere Sarri

FIGLINE-INCISA VALDARNO (FI) – Il sindaco di Figline e Incisa Valdarno (Firenze), Valerio Pianigiani, si è dimesso. “Una decisione sofferta – ha scritto in una nota – ma che ritengo necessaria, poiché non sussistono più le condizioni per garantire una corretta e piena attività amministrativa”.
La decisione, spiega lo stesso Pianigiani in una nota, “a seguito della scelta del Partito Socialista e delle altre forze di opposizione, di non presenziare al Consiglio comunale di ieri sera, facendo venir meno il numero legale”.
“Pur avendo ricevuto un chiaro mandato elettorale dai cittadini alle ultime elezioni – aggiunge – e pur disponendo dei numeri in Consiglio per governare, il regolamento dell’Assemblea non consente di procedere se non viene assicurato il numero legale nelle sedute”.
In un lungo comunicato, Pianigiani ha scritto: “Mi trovo nella paradossale situazione di dover spiegare ciò che è accaduto, ma ritengo che a dover fornire spiegazioni ai cittadini siano soprattutto coloro che hanno la responsabilità di aver provocato questa situazione, assumendosene tutte le conseguenze. Mi riferisco naturalmente al Partito Socialista e anche al consigliere Sandro Sarri, che con le loro azioni hanno disatteso il mandato elettorale ricevuto appena un anno e mezzo fa dagli elettori”.
E ancora: “I primi, uscendo da una coalizione che avevamo presentato ai cittadini con lo slogan ‘Insieme’ e che ci ha permesso di vincere le elezioni, il secondo venendo meno alla fiducia data dagli elettori del Partito Democratico, che lo avevano votato, scegliendo poi di passare al PSI per meri giochi di bassa politica. Mercoledì questi stessi personaggi hanno deciso di staccare la spina all’Amministrazione, bloccando l’attività istituzionale e mandando a monte una serie di progetti per il futuro della comunità. Se questi elementi fossero stati realmente responsabili, come più volte hanno dichiarato, si sarebbero presentati in Consiglio, votando le variazioni di bilancio necessarie all’avvio di interventi e servizi importanti per la comunità e, magari, esprimendo il voto contrario sulla Taric. Invece hanno scelto la via del sabotaggio e lo hanno fatto sulla pelle dei cittadini.”
