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Maggio Musicale: Marco Filippo Romano canta Rossini, Donizetti e Cimarosa

Christopher Franklin (diffusione foto ufficio stampa)

FIRENZE – Domenica 23 novembre alle 16.30 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino Christopher Franklin torna dopo 17 anni alla guida dell’Orchestra del Maggio per dirigere, in Sala Mehta, un recital del basso Marco Filippo Romano (ottimo “buffo”) all’insegna delle musiche di Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e Domenico Cimarosa. Al suo fianco il soprano Aloisia de Nardis.

Si comincia con Rossini: in apertura la Sinfonia e A un dottor della mia sorte, entrambe tratte da Il barbiere di Siviglia a cui seguono Per piacere alla signora da Il turco in Italia e poi, da La Cenerentola (nell’ultima produzione della quale, al Maggio, Romano ha brillato nel ruolo di Don Magnifico), la Sinfonia e Sia qualunque delle figlie. La donizettiana Signorina, in tanta fretta, dal Don Pasquale, precede il celebre intermezzo giocoso di Domenico Cimarosa Il maestro di Cappella.

Parlando del concerto e della sua interpretazione dei brani scelti, Marco Filippo Romano ha sottolineato le caratteristiche del belcanto e dell’interprete buffo, specialmente in questo tipo di repertorio: “La storia del melodramma è costituita da momenti specifici che ne dettano lo stile e le tematiche. Il Belcanto, che si pone dalla seconda metà del ‘700 alla prima metà dell’800, rappresenta sicuramente uno dei punti più importanti della storia della musica in cui i compositori italiani raggiungono il massimo della loro espressività, ereditando lo stile dalla scuola napoletana – di cui l’erede indiscusso che ha ispirato i futuri compositori del genere è Domenico Cimarosa – e gettando le basi musicali del tardo Ottocento. Tra questi, ovviamente, spiccano Rossini e Donizetti che attraverso le loro melodie rapiscono il pubblico: l’uso di colorature, di dinamiche, i tempi rapidi e momenti lirici sospesi creano un’atmosfera surreale, dove agilità e ornamentazioni sono i protagonisti della linea melodica.

Il buffo possiamo definirlo un ‘capocomico’: colui che essendo, malgrado suo, al centro della vicenda e subendone le conseguenze aveva e ha una visione completa della trama. Essere un buffo significa, per me, avere una missione. Ho sempre pensato che la funzione della commedia fosse quella di far ragionare il pubblico in maniera profonda, abbassando ogni pregiudizio e portandolo a uno stato di “simpatia”, come attrazione verso quelle idee”.

Nella produzione buffa di Rossini il ruolo di basso buffo diventa un banco di prova per i virtuosi dell’arte canora. Ne è esempio lampante l’aria di Don Bartolo dal Barbiere di Siviglia, A un dottor della mia sorte, brano ampio e irto di difficoltà tecniche. Nella prima parte dell’aria il sospettosissimo tutore di Rosina, al pensiero che la giovane possa aver inviato un biglietto al suo spasimante, si lancia in un processo alle intenzioni condotto a suon di frasi ampollose che ben si addicono al suo status di dottore. Nella seconda parte, Bartolo è invece impegnato in un mirabolante scioglilingua caratterizzato da un sillabato velocissimo e virtuosistico. 

A Don Magnifico, il ridicolo e grottesco patrigno di Angelina ne La Cenerentola, Rossini affida addirittura due arie solistiche più una scena con coro. L’aria Sia qualunque delle figlie, che apre il secondo atto, è un concentrato di comicità; fra i buffi figurano anche i mariti traditi gabbati dalle mogli come Don Geronio ne Il turco in Italia. Nel duetto Per piacere alla signora all’inizio un infuriato Don Geronio tenta di far valere le proprie ragioni con la moglie Fiorilla, che risponde sicura e piccata; nella sezione centrale Fiorilla sfodera l’arma della seduzione e con voce svenevole riesce a intenerire il marito, che nella stretta finale deve arrendersi alle richieste assurde della moglie. 

Una scena simile la si ritrova anche nel duetto del Don Pasquale di Donizetti in cui il protagonista tenta di impedire alla finta moglie Norina di andare a teatro

La Sinfonia associata al Barbiere di Siviglia era stata composta originariamente per Aureliano in Palmira, opera seria del 1813 e riutilizzata poi nel 1815 per Elisabetta regina d’Inghilterra. Neanche la musica della sinfonia de La Cenerentola è originale: Rossini la recuperò da La gazzetta, un’opera scritta qualche mese prima per il Teatro dei Fiorentini di Napoli. In entrambi i casi ritroviamo la struttura tipica delle sinfonie d’opera rossiniane con un’introduzione lenta seguita da un movimento in forma sonata di andamento più mosso e dal carattere vivace.

Esponente di spicco della gloriosa scuola napoletana, Domenico Cimarosa scrisse un centinaio di opere grazie a cui ottenne fama e consensi in Italia e nelle maggiori corti europee. Dal 1787 al 1791 fu maestro di cappella alla corte della zarina Caterina II a San Pietroburgo e qui compose Il maestro di cappella. Definito ‘intermezzo burlesco’ nell’unica stampa, Il maestro di cappella ha un’unica azione, non le consuete due parti da collocarsi negli intervalli dei tre atti dell’opera seria, e prevede un solo personaggio anziché due. Un monologo comico in cui un direttore d’orchestra, il maestro di cappella del titolo, deve istruire i musicisti per l’esecuzione di un’aria “in stile sublime”. Ma i musicisti non conoscono la parte e sbagliano continuamente gli attacchi. Il maestro di cappella è dunque costretto a canticchiare i motivi di ciascuna sezione fino quando tutti i musicisti riescono a imparare la loro parte nel modo corretto.

Gioachino Rossini, da Il barbiere di Siviglia: sinfonia; A un dottor della mia sorte; da Il turco in Italia: Per piacere alla signora; da La Cenerentola: sinfonia; Sia qualunque delle figlie

Gaetano Donizetti, da Don Pasquale: Signorina, in tanta fretta

Domenico Cimarosa, Il maestro di cappella, intermezzo giocoso su libretto d’ignoto

Orchestra del Maggio Musicale FiorentinoChristopher Franklindirettore

Marco Filippo RomanobaritonoAloisia de Nardissoprano

Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer della Sala Mehta, riservata ai possessori del biglietto, 45 minuti prima dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi: Settore D: 20€  Settore C: 35€  Settore B: 50€  Settore A: 70€, in vendita anche direttamente sul sito del Maggio, senza d.p. https://www.maggiofiorentino.com/events/marco-filippo-romano

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