
Torino: assalto a “La Stampa” da attivisti Pro Pal. 34 persone identificate e denunciate. Solidarietà bipartisan ai giornalisti

TORINO – Trentaquattro persone sono state identificate e denunciate dai poliziotti di Torino, per aver partecipato all’irruzione nella redazione de ‘La Stampa’ durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri, 28 novembre 2025. Il blitz da parte di attivisti Propal. Il fatto e’ accaduto accaduto nelle prime ore del pomeriggio di ieri, durante la giornata di sciopero generale che ha portato in strada circa duemila persone a Torino.
Uno spezzone composto da un centinaio di manifestanti, che per gli inquirenti sono legati alla galassia anarchica, si e’ staccato dal corteo per raggiungere l’edificio in via Ernesto Lugaro che ospita la redazione del quotidiano. Prima un lancio di letame contro i cancelli e le scritte sui muri, poi, forzando un’entrata secondaria, l’irruzione all’interno della redazione, gridando “giornalista terrorista, sei il primo della lista”. “Free Shahin” la scritta sullo striscione retto dai manifestanti davanti all’ingresso principale.
Poche ore prima, la convalida di trattenimento, da parte della Corte d’Appello di Torino di Mohamed Shahin, 47 anni, iman della moschea torinese destinatario di un provvedimento di espulsione.
La condanna del Cdr de La Stampa è netta: “Hanno invaso la redazione, imbrattato i muri con scritte e buttato all’aria libri e carte preziose che usiamo quotidianamente per il nostro lavoro. Un violento attacco al nostro giornale e all’informazione tutta”. Quello torinese non e’ l’unico corteo in cui si sono registrati momenti di tensione con le forze dell’ordine. A Venezia, in azione gli idranti della polizia davanti alla sede di Leonardo, dove gli antagonisti hanno provato a sfondare i cordoni per fare irruzione. Ci sono state anche alcune cariche di polizia.
A Milano il partito marxista-leninista ha esposto un cartello “buttiamo giu’ il governo Meloni – Mussolini in gonnella”.
Solidarietà e condanna bipartisan delle Istituzioni e della politica per l’assalto alla redazione de La Stampa. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione de La Stampa la sua solidarietà, unita alla ferma condanna della violenta irruzione nella sede del quotidiano. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al direttore del quotidiano per esprimere a lui e a tutti i giornalisti della testata la solidarieta’ per cio’ che e’ accaduto. Per Meloni quanto accaduto rappresenta “un fatto gravissimo che merita la piu’ assoluta condanna, ribadendo che la liberta’ di Stampa e informazione è un bene prezioso da difendere e tutelare ogni giorno”.
La segretaria del Pd Elly Schlein ha espresso solidarietà e condanna per “l’inqualificabile episodio dell’irruzione avvenuta nella sede del quotidiano torinese al termine di una manifestazione. Un atto grave e inaccettabile, ogni sede di giornale e’ presidio di liberta’ e democrazia”. Il presidente del Senato, Ignazio la Russa, “nel condannare con assoluta fermezza l’intrusione violenta di una cinquantina di antagonisti avvenuta oggi nella redazione torinese del quotidiano La Stampa”, ha rivolto “al direttore Andrea Malaguti e a tutti i giornalisti, la sincera solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica”.
Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha condannato “con fermezza l’azione e le parole violente rivolte ai giornalisti, a cui va la mia vicinanza”. Anche l’Associazione Stampa Parlamentare esprime “piena solidarieta’ al direttore del quotidiano La Stampa Andrea Malaguti, ai colleghi giornalisti e a tutti i dipendenti del giornale dopo la gravissima irruzione nella redazione centrale. I giornali sono presidi di democrazia, la libertà di Stampa deve essere tutelata con ogni mezzo”.
ASSOSTAMPA TOSCANA – L’Associazione Stampa Toscana (Ast), attraverso un comunicato, esprime vicinanza e piena solidarietà “al direttore Malaguti, al Cdr e a tutti i giornalisti de ‘La Stampa’ per la devastazione subìta dalla redazione. Si tratta di un atto gravissimo che non può avere nessuna giustificazione. Ed è ancora più grave visto che è avvenuto nel giorno dello sciopero proclamato dalla Federazione Nazionale della Stampa per il rinnovo del contratto e per dare dignità a precari e collaboratori ‘invisibili'”.
“L’informazione – prosegue Ast – è un bene primario per la tenuta democratica del Paese: colpire una redazione nel giorno in cui sciopera per far valere i diritti è un atto che non si era mai visto. I colleghi sappiano che non sono soli”.
