Mugello: morta Caterina Coralli (Fdi), scoprì lo scandalo del Forteto. Il cordoglio del Consiglio regionale

VICCHIO (FIRENZE) – E’ morta oggi, 2 dicembre 2025, dopo una lunga malattia, Caterina Coralli, a lungo consigliera comunale a Vicchio (Firenze), già vicepresidente della commissione toscana per le pari opportunità, esponente di Fdi in Mugello.
Cordoglio è stato espresso da Fdi, con l’onorevole Giovanni Donzelli che ricorda come Coralli da consigliere comunale di Vicchio “ha avuto il coraggio di scoperchiare lo scandalo del Forteto quando tutti stavano in silenzio”.
“Una donna orgogliosamente missina da ragazza, una dirigente apicale di Fratelli d’Italia nel rosso Mugello fin dai giorni prima della nascita del Partito”, scrive ancora Donzelli che ricorda Coralli anche come “testimonial della lotta all’Aids”, “amica sempre pronta. Coraggio e generosità. Stile e determinazione. Coerenza e passione”.
Sgomento per la scomparsa di Coralli è stato espresso dal Consiglio regionale toscano e dalla commissione toscana per le pari opportunità: “Lascia un vuoto, nella comunità mugellana e toscana, che chi ha avuto la fortuna di conoscere conserverà per molto tempo. Donna delle Istituzioni, personaggio di spicco nel panorama politico locale e regionale, testimonial della lotta alla sindrome da immunodeficienza acquisita, se ne è andata in silenzio e con la stessa dignità che le è appartenuta per tutta la vita”.
“Ha unito passione e generosità, coraggio e tenacia, uno stile inconfondibile e inossidabile”. La presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi e la presidente della commissione toscana per le pari opportunità Francesca Basanieri, a nome di tutte le altre componenti, esprimono “il più profondo e sentito cordoglio”.
Saccardi assicura “massimo impegno per ricordare Caterina e continuare nel solco del suo grande impegno istituzionale. È stata certamente un esempio di abnegazione e rispetto della cosa pubblica. Il Consiglio regionale e la Commissione continueranno a stimolare e proporre politiche a sostegno dell’identità femminile e delle pari opportunità. Servono modelli culturali forti capaci di rimuovere ostacoli di ordine economico, sociale e istituzionale. Ogni discriminazione va combattuta con rigore, consapevoli che approcci sociali e educativi sono la prima strada al contrasto di ogni forma di pregiudizio, non ultima quella perpetrata attraverso discorsi d’odio”.
