Morte David Rossi: una nuova perizia riapre il caso. “Trattenuto e poi lasciato cadere”

MILANO – Un nuova consulenza, affidata a un ingegnere forense esperto di virtual crash, ritorna ad ipotizzare che David Rossi, il capo della comunicazione di Mps morto il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni, non si sarebbe suicidato, ma sarebbe stato ucciso. Il caso verrà proposto in esclusiva al programma televisivo “Le Iene” in onda domani, 9 dicembre 2025, su Italia 1.
Come si legge in una nota della trasmissione, domani verrà mandata in onda una simulazione digitale realizzata con un manichino antropomorfo virtuale, calibrato sulle esatte misure del corpo dell’allora manager della banca, che metterebbe in discussione quanto appurato finora dalla superperizia dell’Università La Sapienza presentata dai Carabinieri del Ris nel 2022 su incarico del Parlamento. L’accertamento, che fa supporre che si sia trattato di omicidio, è stato condotto da Giuseppe Monfreda, uno dei massimi esperti in Italia del programma usato per tre anni dal dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale della Sapienza nell’ambito della speciale commissione che ha affrontato il caso. L’ingegner Monfreda, attraverso una simulazione virtuale verificabile e replicabile, ha quindi ricostruito la dinamica della caduta in base alle dimensioni reali di Rossi e il modello 3D mostrerebbe, prosegue la nota, l’incompatibilità con un gesto volontario.
“Dal punto di vista meccanico – spiega l’esperto – David è stato trattenuto e poi lasciato” e la conclusione a cui si è arrivati tre anni fa “non può essere l’ipotesi reale. Non si è lasciato cadere tenendosi e poi rilasciando le mani dalla sbarra”, bensì sarebbe stato “trattenuto da due persone – ricostruisce la consulenza – e poi rilasciato”. Tale risultato coincide con quanto la famiglia sostiene da sempre. “Oggi non parliamo più di opinioni – afferma Carolina Orlandi, figlia della moglie del manager – Lo dice la fisica: mio padre è stato ucciso. Noi come famiglia chiediamo la riapertura delle indagini per omicidio, non a Siena” ma da un’altra Procura.
