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Qatargate: revocata l’immunità ad Alessandra Moretti. Confermata, invece, all’altra Pd Elisabetta Gualmini

Alessandra Moretti (Foto da Facebook)

STRASBURGO – L’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti non gode più dell’immunità parlamentare: a larghissima maggioranza, con 497 voti a favore, 139 no e 15 astenuti l’Aula di Strasburgo ha confermato quanto deciso dalla commissione giuridica lo scorso 3 dicembre nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto Qatargate.

A nulla sono valsi i tentativi in extremis di trovare un accordo, una sorta di patto garantista, all’interno della maggioranza Ursula: così alla fine tra i popolari ha prevalso la linea dura, quella portata avanti dallo spagnolo Adrian Vazquez Lazara. A favore della revoca hanno votato anche gli eurodeputati dei Cinque Stelle. Non fanno sapere come hanno votato gli altri gruppi, anche se Fratelli d’Italia aveva già annunciato che dopo il caso di Ilaria Salis avrebbe votato “sulla base di motivazioni esclusivamente politiche”.

Dopo questo voto, i giudici di Bruxelles possono ora interrogarla, aggiungerla alla liste degli indagati o addirittura sottoporla a fermo. La plenaria ha votato anche sul destino della dem Elisabetta Gualmini. E anche stavolta è stata confermata la decisione della commissione: nessuna revoca dell’immunità. Eppure negli ultimi giorni l’intera impalcatura dell’inchiesta è apparsa sempre più fragile.

In assenza di capi d’imputazione chiari e con un riesame in corso sui metodi della giustizia belga (la pronuncia della Corte d’appello è attesa tra fine febbraio e inizio marzo), sono gli stessi inquirenti a essere finiti sotto indagine per fughe di notizie e presunte violazioni del segreto istruttorio, a partire dall’ex direttore dell’Ufficio belga anticorruzione Hugues Tasiaux, poi rimosso.

Molto dura la reazione dell’europarlamentare vicentina che parla di un voto politico: “Sono amareggiata – commenta all’ANSA – perché gli elementi su cui era basata la richiesta erano stati da me già smentiti su base documentale e continuo a sostenere che il voto non abbia guardato tanto ai contenuti della richiesta, ma sia stato condizionato da strategie e convenienze politico-elettorali. Spero di essere ascoltata in procura il prima possibile per potermi difendere dalle accuse. Continuerò a fare il mio lavoro a testa alta”. Piena solidarietà da tutto il gruppo Pd. Per il capo delegazione Nicola Zingaretti Moretti “dimostrerà la sua correttezza e trasparenza rispetto ai fatti contestati”.

Anche Giorgio Gori è sicuro “che Moretti non avrà difficoltà nel dimostrare la propria estraneità ad ogni ipotesi di illecito”. 

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