
Terrorismo: Hannoun sarà interrogato domani in carcere. I legali: “Può tracciare tutti i finanziamenti”

FIRENZE – Sarebbero più di 25 gli indagati nell’inchiesta della Dda di Genova sui presunti finanziamenti ad Hamas che ha portato a nove misure cautelari, tra cui sei in carcere, nei confronti di esponenti della comunità palestinese, tra cui il presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun che oggi, 29 dicembre 2025, ha incontrato i suoi legali Emanuele Tambuscio e Fabio Sommavigo nel carcere di Marassi dove è rinchiuso da sabato 27 dicembre.
Agli avvocati, Hannoun ha detto di essere in grado di “tracciare tutti gli spostamenti di denaro”. E anche di essere disponibile a una “dichiarazione spontanea”.
Secondo quanto filtra da fonti della procura, il numero degli indagati potrebbe salire, ma a oggi le perquisizioni hanno riguardato un totale di 16 persone, tra i nove arrestati e altri sette indagati di cui fanno parte i familiari di Hannoun, moglie e due figli, e la giornalista e direttrice dell’agenzia di stampa Infopal Angela Lano. Non risulta indagato l’imam di Torino Mohamed Shahin, citato negli atti dell’inchiesta.
Nel frattempo domani mattina alle 9 nel carcere di Marassi si terrà l’interrogatorio di garanzia di Hannoun davanti alla gip Silvia Carpanini. Hannoun è l’unico rinchiuso a Genova, altri arrestati si trovano a Bologna e Modena e saranno interrogati da remoto, mentre due, Mohammed Ismail Saleh Abdu e Osama Alisawi, sono latitanti a Gaza e in Turchia, per cui partirà la richiesta di rogatoria.
Nelle prossime ore i legali di Hannoun e degli altri arrestati scioglieranno le riserve su un possibile ricorso al tribunale del riesame. In quel caso la decisione sulla scarcerazione non arriverebbe prima della fine di gennaio. Oggi, intanto, alle 18 è previsto un presidio di solidarietà ad Hannoun davanti al carcere di Marassi.
