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Esplosioni nel Venezuela: attacco Usa ordinato da Trump. Caracas: “Gravissima aggressione militare, intervenga l’Onu”

Un’immagine delle esplosioni in Venezuela

CARACAS (VENEZUELA) – Esplosioni e incendi hanno colpito colpito la capitale venezuelana, Caracas dalle prime ore di stamani, 3 gennaio 2026. I rumori delle esplosioni hanno continuato a essere uditi intorno alle 2:15 di notte (le 7:15 in Italia). ). Nel mirino soprattutto le zone militari nell’area metropolitana. Nel quartiere 23 de Enero, nella zona ovest di Caracas, dove si concentrano gruppi chavisti, è stata segnalata una forte esplosione accompagnata da sirene e sorvoli di aerei.

Si sono verificati incidenti anche all’Accademia Militare di Mamo, a La Guaira, a 40 chilometri dalla capitale. Altre zone colpite includono la base aerea La Carlota e l’aeroporto di Higuerote, con esplosioni di minore entità

Il Governo del Venezuela “denuncia la gravissima aggressione militare” degli Stati Uniti. Il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto “mobilitazione” della popolazione dopo l’attacco.  

“L’obiettivo di questo attacco non è altro che quello di impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, cercando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno”. Lo scrive il governo di Maduro in una nota ufficiale in cui respinge gli attacchi al Venezuela che la nota attribuisce a Washington.

“Dopo oltre duecento anni di indipendenza – prosegue la nota – il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un ‘cambio di regime’, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti”.

Le esplosioni si sono verificate mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha dispiegato una flottiglia navale nei Caraibi, ha sollevato la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela e ha affermato che i giorni del presidente venezuelano Nicolas Maduro erano “contati”.

Il presidente Trump ha ordinato attacchi contro siti all’interno del Venezuela, tra cui alcune strutture militari. Lo hanno riferito funzionari statunitensi alla Cbs News, mentre l’amministrazione intensifica la sua campagna contro il regime del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Anche Fox News ha riferito che funzionari dell’amministrazione Trump, rimasti anonimi, hanno confermato il coinvolgimento delle forze statunitensi. 

Sui social media sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo, scrive la Afp, ma non è possibile localizzare con precisione il luogo di queste esplosioni, che sembrano essere avvenute nella zona sud e est della capitale venezuelana. 

I video delle esplosioni sono stati condivisi su diverse piattaforme dai residenti di quartieri come El Junquito, La Pastora, Macarao, El Hatillo, El Marqués e Los Ruices, che hanno riferito di aver sentito forti rumori ed esplosioni. Alcune zone della città hanno subito interruzioni di corrente.
Le interruzioni di elettricità sono confermante anche dai giornalisti della Cnn che si trovano nella capitale venezuelana, che hanno sentito anche il rumore di aerei dopo le esplosioni. Secondo testimonianze raccolte dalla Reuters, scrive la agenzia sul suo sito, ad essere senza elettricità è la zona meridionale della città, nei pressi di una grande base militare. 

TAJANI – “Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l’evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni costantemente informata. Unità di crisi della Farnesina operativa”. Lo scrive su X in ministro degli Esteri Antonio Tajani. 

ONU – Allarme del presidente della Colombia Gustavo Petro su X: “Caracas è sotto bombardamento in questo momento. Allertate il mondo: il Venezuela è stato attaccato! Stanno bombardando con missili. L’Organizzazione degli Stati americani e l’Onu devono incontrarsi immediatamente”. 

CUBA – Il governo de L’Avana (Cuba) si schiera apertamente a fianco del presidente de facto Nicolás Maduro Moro, suo principale alleato regionale, condannando l’azione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela. A prendere posizione è stato il ministro degli Esteri dell’Avana, Bruno Rodríguez, che ha denunciato quello che ha definito un “attacco criminale” di Washington, sollecitando una reazione “urgente” della comunità internazionale.

In un messaggio pubblicato sul suo account ufficiale su X, Rodríguez ha affermato che Cuba “denuncia e chiede un’immediata risposta internazionale contro l’aggressione degli Stati Uniti al Venezuela”, sostenendo che la cosiddetta “Zona di pace” dell’America Latina e dei Caraibi sia stata “brutalmente assaltata”. Il capo della diplomazia cubana ha parlato di “terrorismo di Stato” contro il “coraggioso popolo venezuelano” e contro la “Nostra America”, richiamando la retorica storica dell’alleanza tra L’Avana e Caracas. Il messaggio si conclude con lo slogan rivoluzionario “Patria o Morte, vinceremo!”.

RUSSIA –  “Il Venezuela non ha rappresentato alcuna minaccia per gli Stati Uniti, né militare, né umanitaria, né criminale, né legata alla droga (quest’ultima è confermata da un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite). Pertanto, l’attuale operazione militare, così come le azioni contro il Venezuela degli ultimi giorni e settimane, non hanno alcuna base sostanziale”.

Lo ha scritto il vicepresidente del Consiglio federale russo (la Camera alta del Parlamento) Konstantin Kosachev sul suo canale Telegram, riportato da Tass. “Il diritto internazionale è stato chiaramente violato e l’ordine stabilito in questo modo non dovrebbe prevalere”.

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