Venezuela: Maduro in carcere a Brooklyn. Delcy Rodriguez al potere a Caracas su mandato della Corte Suprema

CARACAS (VENEZUELA) – Il presidente venezuelano Nicolás Maduro è arrivato nella notte italiana al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, di New York. Il Metropolitan Detention Center (Mdc) è un carcere federale in cui sono stati detenuti diversi volti noti. Tra loro il rapper Sean “Diddy” Combs, che al Metropolitan Detention Center di Brooklyn è rimasto per poco più di un anno, prima di essere condannato a ottobre a oltre quattro anni di carcere federale.
Attualmente detenuto presso l’Mdc c’è Luigi Mangione, il ventisettenne accusato di aver sparato e ucciso l’amministratore delegato della UnitedHealthcare, Brian Thompson, in quello che i procuratori federali hanno definito un omicidio mirato a sangue freddo. Anche Sam Bankman-Fried, co-fondatore dell’exchange di criptovalute Ftx, sta scontando nel carcere di Brooklyn una pena a 25 anni di carcere dopo essere stato condannato per frode.
Intanto Delcy Rodríguez, già vicepresidente esecutiva e ministro delle Finanze e del Petrolio, ha assunto la guida del Venezuela dopo la cattura di Nicolas Maduro e della first lady Cilia Flores da parte di un commando americano. Lo ha stabilito la Corte suprema di Caracas in base a quanto prevede la Costituzione venezuelana, in particolare gli articoli 233 e 234.
“Chiediamo ai popoli della grande patria di rimanere uniti – ha detto Rodriguez alla tv di Stato Vtv – perché ciò che è stato fatto al Venezuela può essere fatto a chiunque. Quel brutale uso della forza per piegare la volontà del popolo può essere perpetrato contro qualsiasi Paese”.
Rodríguez, 56 anni, è originaria di Caracas e ha studiato Giurisprudenza presso l’Università Centrale del Venezuela. Per oltre 20 anni è stata una delle figure di spicco del chavismo, il movimento politico fondato dal presidente Hugo Chávez e guidato da Maduro dopo la morte del suo predecessore nel 2013. Insieme al fratello Jorge Rodríguez, attuale presidente dell’Assemblea Nazionale, ha ricoperto diversi incarichi di potere fin dall’era Chavez.
E’ stata ministra della Comunicazione e dell’Informazione dal 2013 al 2014 e in seguito è diventata ministra degli Esteri dal 2014 al 2017. A capo della diplomazia del Venezuela, ha difeso il governo Maduro dalle critiche internazionali, comprese le accuse di arretramento democratico e violazioni dei diritti umani nel Paese.
CINA – Gli Stati Uniti devono “rilasciare immediatamente” il presidente Maduro e sua moglie. Così si è espresso il ministero degli esteri cinese che ha anche comunicato “seria preoccupazione per la detenzione forzata” e la “deportazione”.
Secondo quanto riportato dall’agenzia nazionale cinese Xinhua il ministero ha sottolineato che gli Usa “violano chiaramente il diritto internazionale e le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali, nonché gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
IRAN – Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo venezuelano, Yvan Eduardo Gil Pinto, ha definito il raid americano che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro “un chiaro esempio di terrorismo di Stato e un chiaro attacco alla sovranità e alla volontà nazionale del popolo venezuelano”. Araghchi – sottolinea l’agenzia Irna – ha sottolineato il sostegno dell’Iran al popolo e al governo eletto del Venezuela.
