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Palermo: morta a 95 anni la sorella di Giovanni Falcone. Aveva fatto nascere la Fondazione intitolata al magistrato

Anna Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci (foto d’archivio)

PALERMO – E’ morta oggi, 5 gennaio 2026, a Palermo, a 95 anni, Anna Falcone, sorella di Giovanni Falcone, il magistrato assassinato a Capaci il 23 maggio del 1992.Anna aveva scelto di stare dietro le quinte, pur lavorando, insieme alla sorella Maria, alla creazione della fondazione intitolata al giudice e credendo fermamente nell’importanza di tener viva la memoria.

Tre figli, moglie di un imprenditore, Anna Falcone era malata da tempo. “La vita a Palermo è difficile. Di antimafia si parla molto ma si fa ancora troppo poco”, disse nel 1997 in un’intervista a un mensile religioso che suscitò molte reazioni.

“Ci sono dei momenti di scoramento – spiegò-. Ho perso un fratello, una cognata, abbiamo anche avuto delle intimidazioni al cantiere di mio marito dopo la strage. Siamo stati coraggiosi a restare, ma poi vedo che di mafia si parla molto ma si fa poco per combatterla”.

Uno scoramento che si fece indignazione quando nel 2000 si riconobbe all’ex boss Giovanni Brusca, il capomafia che schiacciò il telecomando a Capaci, lo status di collaboratore di giustizia. “E’ la giornata peggiore della mia vita dopo quel 23 maggio di otto anni fa. E’ come se avessero ucciso un’altra volta Giovanni: la verità è che la sua morte non è servita a nulla”.

“E’ il carnefice di mio fratello – disse – l’uomo che ha premuto il telecomando a Capaci; il macellaio che ha assassinato decine e decine di persone come scarafaggi; il ‘maiale’, come lo chiamavano i suoi stessi accoliti, che ha sciolto nell’ acido un ragazzino dopo averlo strangolato. Mi chiedo: ma come si può fare a credere a un uomo così?”.

Parole pesanti seguite a un silenzio di anni. Prima dei tre fratelli, per via della differenza di età, ha avuto un rapporto particolare con Giovanni Falcone a cui ha fatto da madre. Cresciuta nel quartiere della Kalsa, figlia di Arturo Falcone, direttore del laboratorio di igiene e profilassi di Palermo, dopo la morte del fratello decise, insieme alla sorella Maria, di perpetuarne la memoria attraverso la creazione di una fondazione che si è occupata soprattutto di educazione alla legalità dei giovani. Decine le attestazioni di cordoglio seguite alla notizia della sua scomparsa.

“Il suo impegno ha contribuito a rafforzare la cultura della legalità e a mantenere viva l’eredità morale di Giovanni Falcone. Alla famiglia e a quanti le hanno voluto bene giunga la mia più sentita vicinanza”, ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, mentre di “profondo dolore” ha parlato il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“Alla famiglia Falcone va il nostro abbraccio più sincero. Anna Falcone, con discrezione e fermezza ha custodito e onorato la memoria del fratello, trasformandola in un impegno di speranza. La sua testimonianza silenziosa resta un esempio prezioso per tutte e tutti noi”, ha scritto in una nota l’associazione Libera. E messaggi di vicinanza e ricordo sono arrivati anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein, dal sindaco di Palermo Roberto Lagalla e dall’arcivescovo Corrado Lorefice.

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