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Regione Toscana: reddito di reinserimento, via al provvedimento che darà 500 euro al mese. La soglia Isee

FIRENZE – Il Movimento 5 Stelle lo aveva posto come condizione per il “Campo largo” a sostegno di Eugenio Giani. E ora vuole passare all’incasso: così arriva all’esame del Consiglio regionale della Toscana il reddito di reinserimento lavorativo, la nuova misura di politica attiva del lavoro finanziata con 23 milioni di euro e presentata oggi in commissione Sviluppo economico e rurale, primo passaggio dell’iter istituzionale che dovrà portare all’approvazione definitiva in Aula.

Il provvedimento, inserito nel bilancio regionale come misura sperimentale, è stato illustrato dall’assessore regionale al Lavoro Alberto Lenzi e dalla direttrice di Arti, Simonetta Cannoni. Nelle prossime settimane la commissione è chiamata a elaborare un atto di indirizzo o una proposta di risoluzione, passaggio propedeutico alla discussione e al voto del Consiglio regionale. La misura è rivolta a lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, hanno esaurito gli ammortizzatori sociali e presentano un Isee fino a 15mila euro.

È previsto un contributo di 500 euro, riconosciuto esclusivamente a fronte della partecipazione obbligatoria a percorsi di formazione o riqualificazione fino a un massimo di nove mesi, finalizzati al reinserimento occupazionale.

“Non è una forma di assistenza – ha chiarito Lenzi – ma uno strumento temporaneo che accompagna le persone in una fase di transizione, chiedendo in cambio un impegno concreto nella formazione e nella ricerca attiva di lavoro”. Al termine del percorso formativo, il beneficiario sarà tenuto ad accettare offerte di lavoro coerenti con il profilo e le competenze acquisite. Sul carattere condizionato della misura ha insistito anche Cannoni.

“Il sostegno economico non diventa un diritto acquisito – ha spiegato – ma resta legato alla frequenza assidua delle politiche attive. La formazione professionale è la leva principale per rafforzare le competenze e ridurre il mismatch tra domanda e offerta”. I percorsi saranno erogati attraverso la rete dei 53 centri per l’impiego toscani.

Nel dibattito in commissione, l’opposizione ha chiesto chiarimenti sulla platea dei beneficiari, stimata in circa 11mila persone, sulla capacità dei centri per l’impiego di sostenere il carico dei nuovi servizi e sull’efficacia dei percorsi formativi. È stato inoltre domandato se il contributo economico debba essere rendicontato e come venga certificata la frequenza, anche in modalità online.

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