Prato: violenza sessuale e tortura a compagno di cella. Indagato 39enne. Alla Dogaia scoperto pacco con microcellulare e droga

PRATO – Tortura, violenza sessuale e lesioni personali: sono i reati che la Procura di Prato contesta a un cittadino marocchino di 39 anni, detenuto per droga nel carcere pratese, che avrebbe commesso ai danni del compagno di cella, un italiano di 46 anni. Al 39enne è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, le violenze si sarebbero protratte nell’arco di quattro mesi e avrebbero provocato alla vittima “acute sofferenze fisiche e un trauma psichico”, venendo sottoposto, “nel complesso, a un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”.
Inoltre, le “plurime violenze sessuali” subite avrebbero causato al 46enne lesioni guaribili in 10 giorni. Quanto scoperto, secondo la Procura, è un “ulteriore riprova della diffusa illegalità pulviscolare emersa” nel carcere della Dogaia, dove tra l’altro proprio ieri, all’interno del muro perimetrale, è stato scoperto un altro pacco contenente un microcellulare, hashish e cocaina.
In una nota, la Procura sottolinea che “gli esiti delle investigazioni inducono a ritenere premiante la collaborazione con la giustizia e si invitano, pertanto, i detenuti vittima di soprusi in seno al carcere a collaborare”, e evidenzia la necessità di munire il carcere pratese “di telecamere e di reti anti lancio per neutralizzare l’impiego di droni” per far arrivare i pacchi con droga e cellulari, “nonché di munire l’istituto di sistemi antidrone e di personale adeguato a garantire un compiuto servizio di vigilanza armata” anche per “un monitoraggio più penetrante di quanto accade nelle camere di detenzione”.
