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Teatro della Toscana: Massini annuncia la collaborazione con Metastasio e Fabbricone

La conferenza stampa di Massini (foto Firenze Post)

FIRENZE – A un anno dalla sua nomina a Direttore artistico del Teatro della Toscana, Fondazione che riunisce Teatro della Pergola, Teatro Era, Nuovo Rifredi Scena Aperta, Stefano Massini fa il punto del suo primo anno alla guida della illustrando i traguardi raggiunti e la visione che ha portato il Teatro della Toscana da un anno al centro del dibattito culturale del Paese.

Il primo elemento che evidenzia è la straordinaria risposta di Firenze e della Toscana: la stagione 2025/2026 “Altri Sguardi”, con le sue riflessioni su temi urgenti, dalla politica alla Storia, dal potere ai diritti e alla memoria, ha fatto registrare nelle tre sale si è registrato in molti casi il tutto esaurito e comunque sempre una risposta entusiasta del pubblico spesso in piedi ad applaudire la scelta di programmare artisti mai prima d’ora nelle stagioni del Teatro della Toscana (ad esempio Sotterraneo).

Prossimamente arriveranno artisti come Romeo Castellucci, Luca Marinelli, Emma Dante, Serena Sinigaglia, tutti in scena per la prima volta alla Pergola, e, tra Rifredi ed Era, Lombardi–Tiezzi, Angelo Savelli, Leonardo Manzan, Davide Enia, Roberto Latini, Elio Germano e Teho Teardo, Lucia Calamaro.

Una grossa novità annunciata in conferenza stampa è la collaborazione stretta, per gli anni a venire, col Teatro Metastasio e il Fabbricone di Prato, per i quali si creerà una formula di abbonamento mista: ci saranno molte coproduzioni e la creazione di un premio intitolato a Giuliano Scabia. Scabia (la cui vedova era presente alla conferenza stampa alla destra di Massini, mentre alla sinistra sedeva Massimiliano Civica) è stato pioniere di un teatro capace di portare l’arte fuori dai palcoscenici tradizionali per incontrare il mondo, dalle fabbriche, alle carceri, fino agli ospedali psichiatrici. Il riconoscimento, di cui è partner la Fondazione Giuliano Scabia, intende valorizzare progetti legati a un “teatro utile e proficuo agli esseri umani”, idealità e pratiche, quindi, con una forte ricaduta civile e sociale, capaci di uscire dai canoni per farsi comunità.

Ci sarà un gruppo di lavoro sulle compagnie under 25, che pure cercheranno di co-produrre; l’Osservatorio sarà intitolato alla memoria di Giancarlo Cauteruccio, scomparso ieri (per il quale Massini ha chiesto, in apertura di conferenza, un applauso ai presenti, che hanno prontamente risposto).

Per questo, anche per chiederci che cosa possa, voglia e debba essere la ricerca oggi, nasce il Premio Jerzy Grotowski. Previsti, a partire dalla prossima stagione 2026/2027: – un riconoscimento a una compagnia di ricerca, che vedrà il proprio lavoro inserito nella stagione del Teatro Era; – un riconoscimento alla miglior tesi di laurea dedicata ai linguaggi del teatro contemporaneo; – un riconoscimento alla miglior pubblicazione di ricerca saggistica; – un riconoscimento a una figura della critica teatrale o del giornalismo culturale che si sia distinta nello sviluppo di nuove narrazioni.

Insieme al Premio Jerzy Grotowski, prende il via la Teatro Era Summer School, con un’offerta formativa d’estate che, forte dell’esperienza degli Artifici, proporrà un ventaglio di momenti di studio e approfondimento teorico e pratico, guidati da grandi artisti della scena contemporanea che hanno fatto dell’indagine sul presente il cuore della loro poetica e del loro impegno, garantendo un’alta specializzazione sulle principali professioni teatrali.

Dopo il successo straordinario di Liberamente… sotto le stelle di e con Stefano Massini, che l’estate scorsa ha chiamato a raccolta 2.500 persone, la collaborazione tra il Teatro della Toscana e il Maggio Musicale Fiorentino non solo prosegue, ma si consolida ulteriormente, segnando la nuova tappa di un percorso di dialogo e incontro tra la parola e la musica che si è dimostrato una formula vincente, profondamente sentita dalla collettività.

L’intento delle due prestigiose istituzioni è stimolare ancora di più riflessioni, passioni e nuovi immaginari, creando opportunità per tutti di vivere la cultura in modo innovativo e partecipativo, tornando al senso originario del teatro: un luogo vivo, condiviso, di comunità e di ascolto, uno spazio aperto che accoglie, interpella, smuove entusiasmo e provoca pensiero, confronto e libertà di espressione, senza barriere, insieme. Perché il teatro, quando è davvero di tutti, sa ancora essere il luogo dove le emozioni trovano e prendono forma.

La Pergola ospiterà la compagnia della Fortezza, attiva da anni nel carcere di Volterra, e porterà il laboratorio di scrittura di Massini nel carcere di Sollicciano.

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