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Morte di Franca Ludwig a San Godenzo: indagati il compagno e un’amica. Forse una questione di soldi

Auto dei Carabinieri

FIRENZE – Per la morte di Franca Ludwig, 59 anni, tedesca, il cui corpo venne ritrovato su un sentiero nel comune di San Godenzo il 2 luglio 2025, sono indagati il compagno e l’amica.

I Carabinieri di Pontassieve, su ordine della Procura della Repubblica di Firenze che conduce le indagini, hanno dato esecuzione a due provvedimenti di fermo d’indiziato di delitto emessi nei confronti di due fiorentini, un uomo di 52 anni e una donna di 59, ) accusati di concorso nell’omicidio premeditato della Ludwig. Il corpo fu ritrovato lungo la SP 95 detta “Del Castagno” sul ciglio di un tratto sterrato, con profonde ferite al capo e ad un arto, tali da evocare l’apparente scenario di un sinistro stradale.

Secondo quanto pazientemente ricostruito nel corso di complesse indagini di tipo tradizionale, tecnico, scientifico, nonché estese tramite strumenti di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia ai paesi di Germania e Georgia, giungendo all’individuazione e all’ascolto di oltre centoquaranta testimoni, il suddetto scenario avrebbe costituito in realtà il risultato di una messinscena appositamente concepita dai due fermati. L’uomo quale ideatore, organizzatore e mandante; la donna in veste di organizzatrice ed esecutrice materiale del delitto.
In particolare l’uomo, che aveva conosciuto la vittima nel 2016 sottoponendola fin da subito, al fine di sottrarle denaro, a un lungo processo di manipolazione affettiva culminato con l’induzione al concepimento, tramite ovodonazione eterologa, di un figlio nato nel 2025 – avvalendosi in fase organizzativa ed esecutiva della complice, avrebbe ideato, pianificato ed organizzato il delitto sin da molto tempo prima della sua materiale esecuzione.

Dopo avere acquistato, appena un mese dopo la nascita del figlio, ben cinque polizze assicurative sulla vita della Ludwig versando la prima rata semestrale e pattuendo apposita clausola di triplicazione dell’importo assicurato in caso di decesso dovuto ad incidente stradale (per un indennizzo complessivo di oltre tre milioni di euro), nel corso di un soggiorno turistico appositamente organizzato con il rassicurante coinvolgimento dei genitori, l’uomo avrebbe convinto la vittima ad effettuare una passeggiata all’aria aperta nei boschi del monte Falterona in compagnia della propria complice.

La mattina del 2 luglio, dopo averle somministrato occultamente una massiccia dose di ipnotico benzodiazepinico, l’uomo sarebbe uscito di scena affidando la fase esecutiva alla complice, la quale trasportata la vittima in stato di semi incoscienza a bordo della propria auto fino a raggiungere un tratto di strada isolato sul monte Falterona, scaricato il corpo sul ciglio della strada lo avrebbe ripetutamente colpito al capo con una grossa pietra sormontandolo poi con il veicolo, prima di abbandonarlo, allo scopo di simulare le tracce di un sinistro stradale.
Contestualmente alle catture, nelle more della conduzione dei fermati alle carceri di Sollicciano, i militari hanno dato corso ad estese perquisizioni domiciliari, locali e informatiche – anche a carico di un consulente del lavoro fiorentino, indagato per concorso in frode assicurativa in quanto avrebbe aiutato il fermato nell’individuazione delle compagnie di assicurazione e degli agenti cui rivolgersi per la stipula delle polizze – pervenendo al sequestro di ingente materiale su cui ora si concentrerà l’attenzione degli inquirenti.

Nell’articolato quadro provvisorio delle ipotesi d’accusa, agli indagati sono contestate, a vario titolo, anche reati di maltrattamenti aggravati contro ifamiliari, truffa aggravata e frode assicurativa.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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