Archeologia: scoperto a Sorano stabilimento termale del Neolitico

Ritrovamento di straordinario rilievo archeologico nel complesso delle Terme di Sorano, in provincia di Grosseto, dove gli archeologi hanno portato alla luce una struttura termale risalente al Neolitico (ultimo periodo dell’età della pietra, caratterizzato dall’uso della pietra levigata, durante il quale l’uomo viveva già in capanne).
La scoperta, che getta nuova luce sull’uso delle acque termali in epoca preistorica, è il risultato di una collaborazione tra il presidente delle Terme, Luciano Calvani, e l’archeologo Stefano Giuntoli. Tutto è iniziato quasi per caso, racconta “Il Tirreno”, durante un soggiorno alle terme di Giuntoli, che ha notato una grande cavità su un ripiano di travertino, nella zona soprastante il “Bagno dei Frati”, vasca storica del XV secolo utilizzata in passato dai religiosi della vicina pieve di Santa Maria dell’Aquila.
La cavità, ampia circa 320 metri quadrati e profonda fino a 3,60 metri, non era mai stata studiata né aveva un nome specifico. Dalle verifiche preliminari è emerso un chiaro interesse archeologico: la società Antiche Terme Acqua di Sorano ha quindi finanziato lo scavo scientifico, ottenendo la concessione ministeriale necessaria.
L’équipe di ricerca è guidata da Giuntoli, con la vicedirezione di Domenica Palmieri e Francesco Zabban, supportata dal geologo Fabio Lorenzi e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.
La prima campagna di scavo, avviata nel luglio 2024, ha rivelato un ingresso a imbuto con tre gradini ricavati nella roccia e, sul fondo della cavità, una struttura ellissoidale in travertino e tufo (2,60 x 2,20 metri), riempita di pietre e circondata da massicciate.
Il ritrovamento più rilevante è stata la presenza di una falda termale mai documentata prima in quella zona. Le analisi al radiocarbonio su frammenti di carbone hanno datato la struttura tra il 4495 e il 4335 a.C., confermando un uso delle acque termali già nel Neolitico, con possibili finalità salutari o rituali. Ritrovamenti di manufatti litici e ceramici supportano ulteriormente questa ipotesi, indicando un legame antichissimo tra l’uomo e le sorgenti delle Terme di Sorano.
Le ricerche sul sito proseguono, grazie al rinnovo biennale della concessione ministeriale, e permetteranno di completare l’indagine della cavità, chiarendo la funzione originaria della struttura e inquadrandola nel contesto storico-archeologico del territorio. Già ora, però, la scoperta è considerata di rilevanza scientifica assai rilevante per il contributo significativo alla conoscenza del Neolitico in Italia.
