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Pitti Uomo 2026: chiude con 12.500 buyers. Calano gli italiani, stabili le presenze straniere

FIRENZE – Ha chiuso oggi, 16 gennaio 2026, a Firenze l’edizione 109 di Pitti Immagine Uomo, Fiera che apre la stagione dei grandi appuntamenti internazionali della moda maschile. Compratori esteri al gran completo, confermati i numeri del 2025.

Circa 12.500 i compratori intervenuti e quasi 19.000 visitatori totali. Soddisfazione e grande energia tra i 758 espositori, veri trascinatori del salone. ”Un Pitti Uomo in cui si è percepita un’atmosfera bella e dinamica, che inietta positività a tutto il sistema”, dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. ”In questi giorni ho visto, ascoltato, parlato con tanti nostri espositori, i veri artefici del successo di Pitti Uomo (758 collezioni di moda e accessori maschili, inclusi i marchi di fragranze protagonisti della novità Hi Beauty dedicata alla profumeria di ricerca), che hanno espresso grande soddisfazione per i buyer che hanno incontrato: tutti di grande qualità, le insegne più importanti arrivate sia dai mercati di riferimento sia dai nuovi scenari. Ricerca e innovazione nella proposta sono stati i temi centrali di questi giorni in Fortezza, apprezzati da tutti gli operatori come punti di forza che rendono fondamentale la partecipazione al salone. Nessuno nasconde le difficoltà, ma Pitti è sempre l’occasione per presentarsi al meglio, confrontarsi con gli altri, ritrovare fiducia nel proprio lavoro e affrontare la stagione con determinazione. E a questo proposito gli imprenditori italiani, e non solo loro, hanno sinceramente apprezzato l’attenzione del Governo alla fiera e al settore, sia con la visita del ministro Urso, sia con l’impegno promozionale di Agenzia Ice”.

I primi dati di affluenza finale dicono che i numeri dei buyers esteri in Fortezza da Basso confermano pienamente il livello raggiunto lo scorso gennaio, a quota 5.000 presenze in aumento sul 2024. ”Se pensiamo alle tante tensioni internazionali e alla cautela con cui il mercato si sta muovendo – aggiunge Raffaello Napoleone – è un risultato di grande importanza. Dall’altra parte i compratori italiani calano leggermente e si attestano intorno alle 7.500 unità, in linea, non dimentichiamolo, con il problematico quadro che arriva dagli osservatori sulla distribuzione e il dettaglio nazionali”. 

Tra i principali mercati della moda maschile, rappresentati a Pitti Uomo, aumentano i buyer provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Olanda, Giappone, Grecia e Portogallo; mentre Germania, Spagna, Francia e Turchia registrano in leggera diminuzione. Ottime performance dall’insieme dei paesi del Nord Europa: Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia. Quanto all’Asia, si confermano le presenze cinesi (con un bilanciamento tra Hong Kong e la Cina continentale), così come si mantengono sugli stessi livelli quelle da Corea e Taiwan. Molto bene Brasile, Messico, Israele, Canada e gli stati dell’Asia centrale, mentre tra le novità vanno menzionati Libano ed Egitto, con l’aggiunta del Medio Oriente, a proposito del quale sono da segnalare gli Emirati Arabi e il Qatar.

La classifica dei principali mercati esteri vede in testa la Germania, seguita da Regno Unito, Spagna, Olanda, Turchia, Giappone, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Belgio, Grecia e Portogallo. Oggi il testimone è passato a Milano, dove è iniziata la kermesse delle sfilate della moda maschile per l’autunno/inverno 2026/27.


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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