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Siena: lista degli stupri nel bagno dell’Istituto Sarrocchi. La dirigente: “Individueremo i responsabili. Saranno puniti”

SIENA – Una lista degli stupri nel bagno dei maschi dell’Istituto scolastico Tito Sarrocchi di Siena è stata rinvenuta nei giorni scorsi. La notizia si è diffusa oggi, 17 gennaio 2026. Come era accaduto a fine novembre scorso nel liceo Giulio Cesare di Roma, anche in questo caso è comparso un elenco di nomi di studentesse.

“Nella tarda mattinata di mercoledì i collaboratori scolastici hanno notato la scritta in bagno e mi hanno avvisato immediatamente”, spiega la dirigente del polo scolastico Sarrocchi, Cecilia Martinelli. Il locale è stato chiuso e la lista stupri con i nomi delle studentesse cancellata.

“Non sarà facile risalire ai responsabili ma insieme al personale scolastico stiamo facendo di tutto per individuarli e, nel caso, sanzionarli in maniera adeguata. Se come comunità studentesca si sa chi è il responsabile, venga isolato dai suoi pari e possibilmente emerga il nome”.

Nelle scorse ore, nel frattempo, si è svolta all’istituto Sarrocchi un’assemblea di istituto che ha visto gli studenti coinvolti in una riflessione su quanto avvenuto.

MANETTI – “La cosiddetta ‘lista stupri’ comparsa all’istituto Tito Sarrocchi di Siena è un fatto da condannare con fermezza. Non può e non deve essere derubricato a una bravata: è un gesto che colpisce direttamente le ragazze e alimenta una cultura di violenza e sopraffazione”. 

Lo afferma l’assessora regionale a cultura e pari opportunità, Cristina Manetti, commentando l’episodio avvenuto nella scuola senese.

“Non possiamo far finta di niente. La Regione Toscana è impegnata da anni nella promozione della parità di genere e del rispetto, anche attraverso iniziative come La Toscana delle Donne, che mette al centro i diritti, la dignità e la libertà femminile – aggiunge Manetti –. Episodi come questo dimostrano quanto sia fondamentale continuare a investire in educazione, cultura e prevenzione, a partire proprio dalle scuole”.

L’assessora esprime infine piena solidarietà alle studentesse coinvolte, alle loro famiglie e alla comunità scolastica, sottolineando la necessità di “una risposta chiara e condivisa da parte delle istituzioni, senza minimizzare segnali così allarmanti”.

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