Teatro della Toscana, tripletta: “Edipus” e “Bros” a Firenze, “Fame” a Pontedera

FIRENZE – Bella tripletta di spettacoli proposta dal Teatro della Toscana. Fra venerdì 16 e ieri, sabato 17 gennaio 2026 sono andati in scena Bros di Castellucci al Teatro della Pergola di Firenze, Edipus con la Compagnia Lombardi-Tiezzi al Nuovo Rifredi Scena Aperta, sempre a Firenze, e Fame con Paul Cocian al Teatro Era di Pontedera.
Quasi un peccato sovrapporre così le date di Firenze, visto che il pubblico è il solito. Ma le sale si sono riempite lo stesso (e a Rifredi sabato si vedevano diverse facce viste fra il pubblico alla Pergola il venerdì). Due spettacoli diversissimi, Bros di Romeo Castellucci ed Edipus di Giovanni Testori: teatro di corpi e suoni-rumori elettronici, senza dialoghi, il primo, nel pieno stile della Societas Raffaello Sanzio degli anni Ottanta, e teatro d’attore con un testo complesso e pirotecnico il secondo, un fiume di parole con ampio spazio al dialetto e ai neologismi.
Edipus è una ripresa di uno spettacolo del 1994, che debuttò proprio al Teatro di Rifredi, sempre con la compagnia Lombardi – Tiezzi e Sandro Lombardi come protagonista (alcune immagini del primo spettacolo vengono proiettate sullo sfondo a fine pièce), ma non è un semplice restauro filologico. Federico Tiezzi (regista) e Sandro Lombardi infondono al testo, sempre attualissimo, una vita nuova. E l’inevitabile invecchiamento dell’attore protagonista lo rende ancora più adatto a incarnare lo Scarrozzante: un capocomico decaduto, stremato nelle forze e roso nell’anima come i costumi del suo baule lo sono dalle tarme. Abbandonato dall’attrice e compagna che lo ha mollato per un borghese brianzolo e dall’attor giovane passato a fare cabaret e costretto perciò a interpretare tutti i ruoli (Laio, Edipo, Giocasta, Dioniso…), nella messinscena dell’Edipo di Sofocle che ostinatamente ripropone.
La riscrittura di Testori è un capolavoro d’inventiva linguistica, che passa in un attimo dall’aulico allo sboccato, mischia l’italiano al dialetto lombardo. Con qualche tocco di francese, di spagnolo, di latino, in un insieme di grande presa ed efficacia, sempre in bilico fra tragedia e commedia (plurilingue come quella tardo-rinascimentale).
Sandro Lombardi in scena è straordinario; il giovane Antonio Perretta, nei panni del servo di scena del vecchio capocomico, lo spalleggia degnamente. Il successo è assicurato, con oltre 10 minuti di applausi.
